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Accusato di falso in bilancio al Comune
Candidato a presidente dei commercialisti

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Si ricandiderà a guidare i Commercialisti di Reggio Calabria. E si ricandiderà, molto probabilmente senza neppure avversari da battere. In splendida solitudine, a capo dell’unica lista che sarà presentata. Carmelo Stracuzzi, presidente uscente dell’Ordine, non ha intenzione di mollare. Non lascia nonostante i guai giudiziari che, nella qualità di ex Revisore dei Conti di palazzo San Giorgio, lo vedono imputato al processo sul buco di bilancio della città dello Stretto.

Sarà in aula, assieme al governatore Giuseppe Scopelliti e agli altri due revisori contabili il 7 novembre prossimo, data della prima udienza. Poi qualche giorno dopo sarà probabilmente nuovamente eletto Presidente dei Commercialisti. 

Stracuzzi, d’altra parte non si era dimesso neppure in occasione del primo avviso di garanzia di oltre un anno fa. Non lo aveva fatto al momento della richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica e l’idea non lo aveva sfiorato neanche quando il Gip aveva deciso di mandarlo a processo. Lui non ci ha mai pensato e, peraltro, nessuno glielo ha mai chiesto. Né il Consiglio dell’ordine - nel quale siede anche l’attuale sindaco Demetrio Areana - né gli altri organismi. 

Carmelo Stracuzzi, assieme a Scopelliti e ai colleghi revisori Domenico D’Amico e Ruggero Alessandro De Medici è accusato di aver chiuso un occhio di fronte alla falsificazione dei bilanci di previsione del 2008 e del 2009, ed il rendiconto di gestione del 2008 del Comune di Reggio. E mentre a Scopelliti, in concorso con la Fallara (la dirigente dell’ufficio finanze suicidatasi a dicembre del 2010) avrebbe «falsamente rappresentato nella contabilità dell’ente dati e circostanze». Il tutto sarebbe avvenuto con il concorso dei revisori dei conti che «consapevolmente omettevano di rilevare i gravi, evidenti, numerosi artifici contabili posti in essere dalla Fallara». Finalità dell’operazione era quella di «occultare un disavanzo di amministrazione e giustificare la previsione di entrate fittizie atte a bilanciare spese previste in bilancio altrimenti insostenibili. Fatti che i revisori omettevano deliberatamente di rilevare».

IL SERVIZIO COMPLETO, A FIRMA DI GIUSEPPE BALDESSARRO, SULL'EDIZIONE CARTACEA DI OGGI DEL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA.

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