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In gioco il futuro della centrale, vertice in Prefettura
e presidio davanti la sede del Parco del Pollino

Calabria

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COSENZA - Sta per aprirsi il “tavolo” convocato dal Prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, sulla questione delle centrale del Mercure. Ci saranno i rappresentanti della Regione Calabria, che presiede la conferenza dei servizi per la riattivazione dell’impianto Enel di Laino Borgo, i rappresentanti dell'Ente Parco del Pollino, poiché la struttura si trova proprio nel cuore dell’area protetta;  i rappresentanti della Provincia di Cosenza, e dell'Enel. Lo scopo – hanno fatto sapere della Prefettura - «è dare il nostro fattivo contributo alla risoluzione del problema burocratico che ostacola la ripresa della centrale e per ridare dignità ai lavoratori e alle loro famiglie».

Ma nello stesso momento è previsto un sit-in degli ambientalisti e degli abitanti delle zone limitrofe alla centrale davanti alla sede del Parco, a Rotonda (Pz) per protestare contro la riapertura della centrale. Cittadini e ambientalisti, riunitisi intorno al Forum Stefano Gioia”, contano di fare pressione sull’ente e di disinnescare la pressione mediatica esercitata dal Comitato per la riattivazione che nei giorni scorsi ha catturato l’attenzione grazie all’iniziativa di protesta di alcuni operai saliti sulla ciminiera dell’impianto chiuso da anni.

«Le iniziative dall’evidente significato mediatico, operati da gente senza alcuna appartenenza né tanto meno alcun radicamento nel nostro territorio – hanno commentato quelli del Forum -  non possono far dimenticare che l’opposizione ormai decennale alla riapertura della centrale Enel della Valle del Mercure vede l’intera popolazione della valle compatta a difesa del lavoro, della salute, della democrazia. Popolazione che tante volte e sempre unanimemente ha manifestato, per il diritto alla salute ma anche per la tutela dei posti di lavoro, ma nelle attività agroalimentari, turistiche e in ogni altra iniziativa collegate e in sintonia  con l’esistenza del Parco nazionale e con la natura e le vocazioni della nostra terra dove l’industrializzazione selvaggia ha portato solo danni, economici e di salute».

 

 

 

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