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La 'ndrangheta scatena il terremoto politico
Tre Regioni del Nord a rischio caduta

Calabria

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CATANZARO - Che la 'ndrangheta sia riuscita a penetrare in diverse istituzioni, da Nord a Sud, è cosa risaputa. Ma che possa essere la causa di una crisi politica in tre regioni del Nord, questa potrebbe essere la novità. L'arresto dell'assessore Domenico Zambetti, 60 anni, esponente Pdl e titolare della delega alla Casa nell’organo di governo lombardo, è stato un terremoto. Perché ha dimostrato la capacità pervasiva delle cosche calabresi, ma anche perché rischia di assestare un colpo definitivo alla già scricchiolante maggioranza guidata da Roberto Formigoni. Il governatore della Lombardia è stato categorico: «Se cade la Regione in Lombardia, cadono anche Piemonte e Veneto. La Lega deve dire se fa parte della maggioranza nata contemporaneamente, tre anni fa, nelle tre realtà». Il messaggio è al Carroccio che, dopo l'arresto dell'assessore Zambetti, che avrebbe acquistato i voti dei mafiosi calabresi a suon di euro, ha dato l'ultimatum a Formigoni. 

Ed allora, le crisi politiche minacciate in queste ore hanno lo stesso denominatore: la 'ndrangheta. Nessuna guerra di partiti alla base delle possibili crisi in tre Regioni del Nord. Ma la capacità delle cosche calabresi di inserirsi nei meccanismi, di vendere voti, decidere elezioni, incidere sui territori in qualunque parte d'Italia. Così, se tre maggioranze di governo regionali, delle tre aree più ricche d'Italia, dovessero crollare, sarebbe l'ennesimo colpo mafioso al potere dello Stato. 

Il governatore Formigoni ha avviato, oggi, un confronto con il leader del Pdl, Angelino Alfano. Prima di entrare il presidente della Lombardia non le ha mandate a dire: «Farò gesti molto netti, molto forti e di chiara discontinuità». La mediazione proposta potrebbe essere quella di un rimpasto nella Giunta lombarda. Ma qualora questo non dovesse bastare, la 'ndrangheta riuscirebbe a demolire ciò che nemmeno le inchieste giudiziarie e le vacanze pagate a Formigoni sono riuscite a fare. Il rischio è di una crisi politica con radici molto meridionali, radicate nel potere pervasivo che la mafia calabrese ha dimostrato di avere. 

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