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Digos nelle coop per indagare
sull'ipotesi di truffa al Comune

Calabria

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COSENZA - La digos “entra“ nelle cooperative. A seguito delle indagini aperte dalla Procura di Cosenza per far luce sulla gestione delle Coop B, ieri mattina, su disposizione del procuratore aggiunto Domenico Airoma e del sostituto Antonio Bruno Tridico, gli agenti del dirigente Pietro Gerace sono andati nelle sedi di quattro cooperative, acquisendo atti ritenuti utili ai fini delle indagini. L’attenzione degli uomini della Digos si è in particolare concentrata sulla documentazione contabile. Alcune carte sono state per questo acquisite anche presso gli studi dei commercialisti di riferimento. Si vogliono controllare le voci di spesa e confrontarle con quella dei fondi ottenuti da Palazzo dei Bruzi per sbrigare i lavori di competenza, ossia quella della manutenzione del verde pubblico. Al vaglio anche gli assetti societari e gli eventuali cambi di denominazione, nonchè l’esatto numero dei dipendenti e dei soci. 

Le documentazioni sono ora allo studio dei due magistrati cosentini, che decideranno se mandare la Digos presso le altre cooperative. Quelle di tipo B a Cosenza sono in tutto 47 ed è lecito attendersi che tutte saranno controllate dagli uomini del dirigente Gerace al fine di acquisire le stesse carte contabili e societarie. 

L’ipotesi di accusa resta sempre quella di truffa ai danni di un ente pubblico, in questo caso il Comune di Cosenza. Al momento non ci sono nomi sul fascicolo dell’inchiesta. Ufficialmente gli indagati sono da identificare. Pare però che in Procura sia stata già stilata una prima lista, assolutamente “top secret”. 

 

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