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Stilo, scomparse oltre 500 sentenze
dall'archivio del giudice di pace

Calabria

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STILO - C'’era una volta il “porto delle nebbie” che negli ambienti giudiziari identificava un ufficio in particolare, dove era facile fare insabbiare fascicoli scomodi. Ma presso l’ufficio del Giudice di Pace di Stilo sono addirittura sparite circa cinquecento sentenze. L’avvocato Pasquale Marcianò, coordinatore dell’ufficio di via Marconi, ha sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Locri, depositando la stessa presso la stazione dei carabinieri di Stilo. 

Della mancanza dell’originale cartaceo dei pronunciamenti dei due giudici che reggono l’ufficio che ha sede nel centro dell’Alta Locride, si sono accorti casualmente gli impiegati prestanti servizio. Alla richiesta degli avvocati di alcune sentenze gli addetti alla segreteria si sono messi a spulciare dentro i relativi fascicoli non hanno trovato nulla. Hanno provato in altri fascicoli e hanno constatato che in centinaia di cartelle di procedure chiuse anche da anni, mancavano in quasi tutte sempre le sentenze originali. Nessuna copia, quindi, era possibile estrarre. Gli impiegati rilevato il fenomeno hanno pensato di portare a conoscenza del fatto il coordinatore dei Giudici di Pace, l'avvocato Marcianò, il quale ha ordinato al personale di effettuare una minuziosa verifica di tutto il materiale cartaceo, sia per le cause civili che per quelle penali. L'incartamento sparito non è saltato fuori nemmeno dopo le accurate ricerche disposte dal giudice. Buio totale, insomma. Mistero ancora più fitto, se si pensa che mai è stato notato alcun segno di infrazione, tentativo di scasso o altro, presso gli uffici di Stilo. Né mai qualcuno ha notato qualche manomissione tra gli atti stipati nelle stanze della sede giudiziaria. Poco meno di cinquecento sentenze finite nel nulla. Scomparse. Da un giorno all'altro. Sarebbero per lo più le sentenze civili riguardanti i ricorsi degli automobilisti contro il comune di Camini per le multe da autovelox ritenute “ingiuste”. 

Nel 2009 la Guardia di finanza di Sala Consilina, in provincia di Salerno, tra gli oltre cinquanta autovelox sequestrò anche quello che una ditta di Desenzano del Garda aveva installato lungo la statale 106 jonica per conto dell'amministrazione comunale di Camini, piccolo centro dell'alto Jonio reggino. Secondo le Fiamme gialle gli apparecchi rilevatori risultavano clonati e in alcuni casi rottamati o già sequestrati. Solo in un anno l'autovelox ha riscontrato circa 13mila infrazioni del codice della strada. Dall'installazione in poi l'apparecchio si rivelò un boomerang per il comune, che pensava di introitare svariati milioni di euro sulle spalle degli automobilisti “truffati”, che invece presentarono una cosa come più di seimila ricorsi al Giudice di Pace di Stilo. Le sentenze che materialmente non si trovano più apparterrebbero in prevalenza a queste cause. 

Ora, su questo autentico giallo, indaga la Procura. Mentre per l'ufficio del Giudice di Pace di Stilo la sorte è già segnata. In seguito alla legge che ha revisionale le circoscrizioni giudiziarie, la chiusura dovrebbe essere vicina.

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