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Troppa siccità, le sorgenti degli acquedotti si riducono
e a Cosenza si deve abbassare la portata idrica alle case

Calabria

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LE previsioni metereologiche annunciano una «lieve perturbazione sul Sud Italia», ma non basterà a superare l'emergenza: l'assenza di piogge ha messo in crisi il sistema idrico regionale, tanto che le sorgenti alle quali attingono gli acquedotti non sono più sufficienti. In affanno risultano soprattutto l'Abatemarco e il Bufalo, i due impianti che riforniscono il Cosentino. E infatti proprio nella città bruzia la Sorical è stata costretta a ridurre la portata idrica alle case. 

L'annuncio è arrivato dopo quello del blocco dell’impianto di sollevamento «Nascejume» che ha costretto a interrompere l'erogazione attorno all'ora di pranzo. Ma se quella era un'emergenza tecnica alla quale si è potuto far fronte in tempi rapidi, il problema della siccità è più complesso. E così la Sorical ha informato Palazzo dei Bruzi della «necessità di ridurre la fornitura idrica verso la città di Cosenza a causa della riduzione stagionale delle sorgenti dell’Abatemarco e del Bufalo», mentre «la portata verso il serbatoio del Merone verrà ridotta a circa 43 litri al secondo sino a nuove e più favorevoli condizioni».

Una vera emergenza, quindi. E secondo le previsioni si potrebbe andare avanti almeno per un altro mese. «Queste sorgenti non sono alimentate da un bacino che raccoglie e conserva tutta l'acqua piovana e così l'assenza prolungata di pioggia può mandarle occasionalmente in crisi» spiega da Sorical l'ingegnere Giulio Ricciuto, aggiungendo che fasi del genere avvengono in natura con una certa ciclicità. «Certo che quest'anno sono mancate tutte le piogge autunnali» aggiunge. E così, aspettando i nuvoloni, i rubinetti cosentini andranno a singhiozzo.

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