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Truffe alle assicurazioni per finanziare i clan
con la compiacenza di medici e avvocati

Calabria

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Il palazzo di giustizia di Lamezia Terme

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LAMEZIA TERME - E’ stato tirato in ballo anche dal pentito Battista Cosentino (che con le sue rivelazioni ha contribuito agli arresti nell'ambito dell'operazione Medusa contro il clan Giampà) il dottore Raffaele Mancini, direttore del servizio di medicina legale del distretto lametino dell'Asp di Catanzaro, sospeso dal servizio su disposizione del gip di Lamezia Terme in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica. La determina che sospende il direttore di medicina legale dell'Asp è stata firmata il 15 ottobre scorso dal direttore della gestione risorse umane dell'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Ferdinando Cosco che si è attenuto all’ordinanza del gip che ha disposto  la misura cautelare interdittiva della sospensione dell'esercizio del pubblico servizio di dirigente medico e del divieto temporaneo di esercizio della professione medica. C'è ancora riserbo sulle accuse formulate al dirigente medico che potrebbe essere indagato nella qualità di dirigente della medicina legale e, forse, non sulla base delle dichiarazioni del pentito. 

Il quale, parlando delle truffe alle assicurazioni che esponenti dello cosche facevano sistematicamente ed i cui proventi finivano nella “bacinella comune” della cosca, secondo il pentito Cosentino, queste truffe assicurative - racconta nel verbale di interrogatorio del 9 febbraio 2012 ai magistrati della Dda di Catanzaro - vengono realizzate anche grazie alla collaborazione di medici e avvocati consenzienti e consci del fatto che i sinistri sono simulati». Il collaboratore di giustizia si riferisce quindi anche «al dottor Mancini al quale ultimamente è stata anche incendiata la sua  autovettura, una Bmw, poiché aveva riconosciuto un numero di punti di  invalidità per i danni fisici inferiore a quello richiesto». Poi il pentito fa riferimento al «soggetto  interessato al sinistro», nonché a un altro dottore e due avvocati. Che, per quanto è a mia conoscenza, so che hanno anche a disposizione ricettari medici e timbri per certificare i giorni di malattia; in sostanza quando c'era da fare un sinistro io stesso mi recavo dall'uno o dall'altro, gli affidavo la pratica, e se la vedevano loro, a volte anticipavano  anche loro i soldi».

IL SERVIZIO COMPLETO, A FIRMA DI PASQUALINO RETTURA, SULL'EDIZIONE CARTACEA DI OGGI DEL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA. 

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