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Francesco Longo, morto a Scalea
per pensare alla sicurezza dei nipoti

Calabria

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SCALEA - Per anni aveva lavorato come operaio dell’Enel e da quando era in pensione si dedicata esclusivamente ai suoi nipoti. È in questo modo che a Scalea (nell’alto tirreno cosentino) tutti ricordano Francesco Longo, il pensionato di 84 anni morto nel corso della notte per un infarto provocato dallo stress per effetto della scossa di terremoto nel Pollino. Da diverso tempo l’uomo aveva problemi cardiaci ed era costantemente in cura dai medici. Longo viveva in una abitazione adiacente a quella della figlia. Dopo aver avvertito la scossa di terremoto è sceso in garage dove ha preso la sua automobile per poi sistemarla in una zona tranquilla nell’eventualità potesse servire per far trascorrere la notte ai nipoti. Subito dopo è rientrato a casa per cercare di prendere delle coperte ma improvvisamente ha avvertito un forte malore. I familiari lo hanno soccorso ed hanno chiamato i sanitari del 118 ma il pensionato è morto poco dopo. Il medico che ha effettuato la visita dopo il decesso è stato chiaro nel sostenere che l’uomo non ha retto alla tensione provocata dal terremoto. A Scalea Longo era particolarmente conosciuto perchè per anni ha lavorato per l’Enel. Tutti lo ricordano come una persona mite e sempre ben disposta ad aiutare tutti. Da quando aveva smesso di lavorare la sua vita era interamente dedicata ai suoi nipoti. «Era sempre con i nipoti – raccontano a Scalea – aveva una sorta di venerazione per i figli dei suoi figli. Francesco era una persona mite». La notizia della morte di Francesco Longo ha fatto rapidamente il giro del comune. In molti si sono recati alla camera ardente per rendergli un ultimo saluto e per esprimere ai suoi familiari tutta l’amarezza per quanto accaduto.

 

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