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Spunta un nuovo possibile pentito
nella cosca Giampa, è Muraca

Calabria

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LAMEIZA TERME (CZ) - Potrebbe aumentare il numero dei collaboratori di giustizia. L’operazione “Medusa” e in particolare lo storico pentimento dell’ex padrino Giuseppe Giampà potrebbe aver fatto «riflettere» altri esponenti del clan. Da indiscrezioni avrebbe manifestato di collaborare con la giustizia Umberto Egidio Muraca, 32 anni, anche lui arrestato nell’operazione “Medusa”. Accusato di essere un picciotto del clan, un esponente delle nuove leve, Muraca è stato tirato in ballo prima dal collaboratore di giustizia Angelo Torcasio, detto “porchetta” e poi da Giuseppe Giampà, l’ex boss che il 30 marzo del 2011 aveva ordinato un attentato contro lo stesso Muraca. Non ci sono però ancora conferme da parte degli inquirenti sulla collaborazione di Umberto Egidio Muraca. Nel recente arresto del killer della cosca, Francesco Vasile, Umberto Egidio Muraca viene tirato in ballo negli omicidi di Vincenzo e Francesco Torcasio, padre e figlio uccisi a distanza di un mese (il 7 giugno 2011 il padre e il 7 luglio 2011 il figlio). I pentiti infatti hanno raccontato che, nell’omicidio di Vincenzo Torcasio al campo di calcetto del 7 giugno 2011, ad attendere i killer, vi erano Umberto Egidio Muraca e Maurizio Molinaro. Secondo i pentiti  costoro erano in macchina, una peugeot bianca, probabilmente una 107, che durante il cammino avrebbe riportato una bucatura ad una gomma vicino allo scolastico. Nel secondo omicidio, quello di Francesco Torcasio “carrà”, avvenuto la mattina del 7 luglio 2011 in via Misiani, l’ex padrino Giuseppe Giampà avrebbe anche lui ordinato questo omicidio - così come lo stesso Giampà ha confermato agli inquirenti all’inizio del suo pentimento - riferendo che i killer avrebbero agito con l’ausilio di Alessandro Torcasio, Maurizio Molinaro, Antonio Voci e Umberto Egidio Muraca.

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