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Sequestro milionario nel Reggino all'imprenditore
al quale i clan giravano i subappalti per l'A3

Calabria

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REGGIO CALABRIA – Beni per 2 milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia a Vincenzo Gramuglia, 33 anni, imprenditore, colluso, secvondo gli inquirentii, con la cosca Bruzzise-Parrello di Palmi. Il decreto di sequestro del Tribunale di Reggio Calabria è stato chiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e rappresenta, secondo gli inquirenti, la naturale evoluzione dell’operazione «Cosa mia», a carico, tra gli altri, dei principali esponenti della cosca Gallico. Un blitz che ruotava soprattutto attorno agli appalti legati all’ammodernamento del V macrolotto dell’autostrada A3 (tra gli svincoli di Gioia Tauro e Scilla), in relazione ai quali i clan estorcevano alle ditte appaltatrici il pagamento di una tangente del 3% sull'importo fissato nel capitolato d’appalto nonchè il rifornimento di calcestruzzo da aziende vicine agli ambienti mafiosi

Nel mirino delle forze dell'ordine erano finiti i maggiori esponenti delle 'ndrine dei Gallico-Morgante-Sgrò-Sciglitano di Palmi e quelle contrapposte dei Bruzzise-Parrello, operanti nella frazione di Barritteri di Seminara e protagoniste di una sanguinosa faida tra il 2004 ed il 2008. Agli arrestati era stata contestata l'accusa a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata e altri delitti contro il patrimonio. 

A Vincenzo Gramuglia ed al padre Matteo, fu contestato, quale imprenditore «di riferimento» della cosca di 'ndrangheta dei Parrello-Bruzzise, operante nel comune di Palmi, di aver ottenuto, sul V macrolotto della A3, sub-appalti, forniture e noli «con le tipiche modalità mafiose». Nel dicembre 2005, in concomitanza con l’esecuzione dei lavori di ammodernamento dell’A3 nella zona di «competenza» (Barritteri di Seminara), secondo le indagini, l’oggetto sociale della ditta individuale Gramuglia Matteo, che per quasi trenta anni si era occupata esclusivamente del trasporto di legname, era stato modificato ad hoc con l’aggiunta dell’attività di commercio all’ingrosso di materiale da costruzione, quali ghiaia, sabbia e pietrisco provenienti da cave autorizzate. Stessa procedura per l’impresa individuale di Vincenzo Gramuglia, che, nel 2006, modificò l'originario oggetto sociale, rappresentato dalla coltivazione di cereali e dal trasporto del legname, aggiungendo l'autotrasporto di cose per conto terzi.

 Le attività di indagine patrimoniale svolte dalla polizia hanno ricostruito ed evidenziato la sproporzione tra i redditi percepiti da Gramuglia e dal suo nucleo familiare ed il patrimonio a direttamente o indirettamente riconducibile a lui, costituito da due terreni, nei comuni di Seminara e Bagnara Calabra; un appartamento nel Comune di Taurianova; il patrimonio aziendale (comprensivo di conti correnti) dell’impresa individuale Gramuglia Vincenzo con sede nel Comune di Seminara; il patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’associazione sportiva dilettantistica denominata «Dallas Ranch» con sede legale nel Comune di Seminara; due autocarri trasporto merci ed un semirimorchio; polizze assicurative ed altri conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi.

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