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Mercure, azione degli ambientalisti
Tensione e la discussione salta a oggi

Calabria

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CASTROVILLARI – Attimi di tensione, ieri sera, al teatro Sybaris di Castrovillari, dover era in corso la riunione della Comunità del Parco chiamata a esprimersi sulla riattivazione della centrale Enel nella Valle del Mercure. Ed è per questo che l’adunanza è stata rinviata a oggi, alle 17 e 30, in seconda convocazione. A causare la sospensione della prima convocazione dell’organo collegiale dell’ente e il rinvio della seduta è stata la difficoltà riscontrata del presidente dell’assise a far proseguire i lavori vista l’azione di “disturbo” messa in atto da circa 150 ambientalisti (15, per errore nella versione cartacea del Quotidiano di oggi) e cittadini del Forum “Stefano Gioia” che prendevano posto nella galleria del teatro e che la centrale non la vogliono perché – dicono – distrugge i territorio e la vocazione turistica del parco stesso. Agli slogan degli ambientalisti hanno risposto, dalla platea, con tono altrettanto pesanti, gli imprenditori e i lavoratori che la centrale la vogliono perché ci lavorano e la ritengono pulita. L’intenzione dei due massimi rappresentanti dell’ente - il presidente del Parco, Mimmo Pappaterra, e il presidente della Comunità, Sandro Berardone, era quella di proporre un documento di discussione nel quale erano contemplati una serie di punti: dalle prescrizioni da rafforzare; le norme compensative da proporre all’Enel e il possibile ridimensionamento dell’impianto (in una seconda fase, visto che ora il progetto va approvato così com’è, a 35 Mw di potenza netta). Ma non è stato possibile: quelli del Forum hanno contestato la legittimità delle stessa assemblea, «convocata – hanno detto – fuori dai termini di tempo previsti». Alla fine i due presidenti sono dovuti uscire scortati dai poliziotti del commissariato di Castrovillari in tenuta antisommossa e dagli uomini del Corpo forestale dello Stato, una trentina in tutto. Per evitare nuovi ostruzionismi, la riunione della Comunità prevista per oggi prevede delle restrizioni: l’incontro non sarà più aperto al pubblico, ma a porte chiuse e, oltre ai sindaci che costituiscono la Comunità stessa, sarà consentito l’ingresso a un solo rappresentante dei due fronti: quello del «no» rappresentato appunto dai cittadini e gli ambientalisti del Forum che si battono da anni contro la riapertura dell’impianto, e quello del «sì» costituito dal cosiddetto Comitato per la centrale che riunisce gli imprenditori del settore boschivo e (celatamente) l’Enel che ha tutto l’interesse alla riattivazione. Le attese per l’esito della riunione sono altissime, poiché è da questa che dipende il passaggio all’ultima fase operativa della riaccensione della centrale.

Per gli ambientalisti è «Illegittima, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, la Conferenza di Servizi sulla centrale Enel della Valle del Mercure, irregolare la convocazione della Comunità del Parco, incredibile la comparsa dal cappello a cilindro di un documento (preparato da chi?) che i sindaci avrebbero dovuto votare senza averlo preventivamente neanche letto, inaccettabile il comportamento del presidente della Comunità del Parco, Sandro Berardone, che, con atteggiamento padronale, ha addirittura strappato platealmente un documento consegnatogli dal sindaco di Viggianello». C’è tutta la disapprovazione del Forum "Stefano Gioia” – cittadini, sindaci e ambientalisti che si battono contro la riattivazione della centrale del Mercure. «Continua insomma il comportamento ossequioso e subalterno agli esclusivi interessi dell’Enel – dicono ancora dal Forum - una vicenda di cui chiedere conto, anche sotto l’aspetto legale, a chi pretende di imporre con le ragioni della forza e della illegalità scelte disastrose per gli interessi delle popolazioni della Valle del Mercure. Popolazioni che hanno fatto sentire ieri forte la propria voce. Altro che manipolo di ambientalisti». «Le duecento persone che sono arrivate da Viggianello e Rotonda non erano certo militanti ambientalisti. Erano uomini e donne, giovani e anziani, operatori turistici e agricoltori venuti a difendere i loro diritti e i loro interessi: al lavoro – quello vero e durevole- alla salute, alla sicurezza sociale. Mentre chi manifestava per la centrale (il Comitato del sì, ndr) parlava con accenti di territori lontani che col Mercure nulla hanno a che fare. Ma molto ne hanno con interessi di pochi e dell’Enel in primo luogo». Si sono vissuti ieri momenti di tensione che non sono sfociati in problemi di ordine pubblico solo per la professionalità e competenza delle forze dell’ordine, ammettono quelli del Forum. «Gravissima, anche sotto questo profilo – aggiungono però - la responsabilità dei vertici del Parco, il presidente Mimmo Pappaterra e il direttore Annibale Formica in primo luogo, che, con i loro comportamenti elusivi e inattendibili, hanno alimentato incertezze ed esasperazioni. Gravissimo il loro comportamento nell’ultimo e recente incontro ufficiale nel municipio di Viggianello, dove presidente e direttore avevano garantito una posizione ferma e chiara dell’Ente, in opposizione al progetto dell’Enel». «Chi pensa di ingraziarsi i potenti – conclude il Forum - per promuovere interessi personali, sulla pelle della gente del Mercure, troverà sempre e comunque una inflessibile opposizione popolare. Ma il problema non è circoscritto alla Valle del Mercure: chi ha così clamorosamente fallito nel suo mandato istituzionale, e parliamo del presidente Pappaterra e del direttore Formica in primo luogo, deve andare a casa. Anche per la loro gestione, l’esistenza stessa del Parco nazionale del Pollino viene messa in discussione».

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