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Fallimento Catanzaro, il Riesame
dissequestra beni per 3,9 milioni di euro

Calabria

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CATANZARO – Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha confermato il dissequestro di beni per 3,9 milioni di euro effettuato nei mesi scorsi dalla Procura di Catanzaro a carico di Claudio Parente e Massimo Poggi, nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento dell’Us Catanzaro 1929.   Il tribunale del riesame aveva già dissequestrato le somme relative ai contributi della Lega Calcio, ma la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio. Adesso una nuova sezione del tribunale ha confermato il dissequestro.   Per il fallimento dell’Us Catanzaro, dichiarato il 15 giugno 2007, la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio di Claudio Parente, imprenditore e attuale consigliere regionale; Massimo Poggi, imprenditore; Gerardo Carvelli, avvocato; Bernardo Colao, imprenditore; Giuseppe Ierace, commercialista; Domenico Cavallaro, consulente d’azienda. I sei sono accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e truffa ai danni dello Stato.   L’udienza preliminare davanti al gup, cominciata l’8 novembre scorso, è stata rinviata al 24 gennaio prossimo dopo che il difensore un imputato ha presentato una memoria difensiva e atti relativi ad alcune decisioni del tribunale della libertà. Il rinvio è stato quindi deciso per consentire a tutte le parti di prendere visione dei documenti.

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