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La Regione chiede di costituirsi parte civile
contro l'ex assessore Michelangelo Tripodi

Calabria

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CATANZARO – E' iniziato oggi, a Catanzaro, il processo a carico di Michelangelo Tripodi, ex assessore all’Urbanistica della Regione Calabria, accusato di abuso d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta relativa alla nomina di un dirigente generale avvenuta all’epoca della Giunta di centrosinistra guidata da Agazio Loiero di cui Tripodi faceva parte. Hanno chiesto di costituirsi in giudizio, come parti civili, la Regione Calabria, rappresentata dal'avvocato Pietro Leonetti (del foro di Cosenza, sostituito in aula dall’avvocato Laura Gaetano), e l'altra parte offesa del procedimento, Carmelo Barbaro, rappresentato dall’avvocato Giuseppe Calderazzo, del Foro di Locri (sostituito dall’avvocato Stefano Commisso).

Sulle richieste il collegio giudicante (presidente Adriana Pezzo, a latere Barbara Fatale ed Emanuela Folino) si è riservato di decidere alla prossima udienza, fissata per il prossimo 10 aprile. Tripodi – che è difeso dall’avvocato Nunzio Raimondi – è stato rinviato a giudizio lo scorso 2 luglio dal giudice Gabriella Reijllo, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore di Catanzaro, Gerardo Dominijanni. L’imputazione mossa all’ex assessore dopo le indagini partite dalla denuncia di un dirigente della Regione riguarda, in particolare, la nomina a dirigente del Dipartimento Urbanistica della Regione Calabria dell’architetto Rosaria Amantea, che secondo l’ipotesi d’accusa non aveva superato il relativo concorso.

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