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A rischio 439 posti all'Asp
Furono stabilizzati a Cosenza

Calabria

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COSENZA - «La Regione, a seguito delle  varie indagini condotte dagli organi giudiziari e alla luce di una recente sentenza della Corte dei Conti di ottobre 2012,  deciderà nei prossimi giorni la sorte dei 439 lavoratori stabilizzati nell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza nel triennio 2008-2010». È quanto si afferma in una nota degli stessi dipendenti secondo i quali «sempre più incombente appare la possibilità per questi lavoratori di venire  nuovamente 'precarizzati' ovvero i loro contratti a tempo indeterminato potrebbero presto essere annullati».   

«Qualora la volontà politica si esprimesse in tal senso - riporta ancora la nota – i lavoratori ritorneranno, pertanto, a far parte del bacino già ampio dei precari della sanità calabrese. Il 19 novembre, alle 16, in occasione dell’incontro tra i vertici dell’Asp di Cosenza e i rappresentanti sindacali, i lavoratori della sanità si recheranno in massa davanti la sede legale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza per ribadire con più forza il loro no all’illegittimo annullamento del contratto. Tanto più in considerazione del fatto che lo stesso arrecherebbe grave danno alla funzionalità del servizio sanitario e alle già compromesse casse della sanità calabrese. Tra le principali ragioni che spingerebbero lo stesso dg dell’Azienda sanitaria ad avallare interventi amministrativi in direzione dell’annullamento, vi sarebbe il timore di perpetrare il danno erariale per come stabilito dalla recente sentenza della Corte dei Conti. Reato di cui è stato chiamato a rispondere direttamente l’ex dg Franco Petramala, autore della stabilizzazione».   «Tale timore, però – concludono i lavoratori – non può bastare a giustificare un’azione distruttiva che 'destabilizzerebbe', in un periodo già di forte crisi, la vita di quasi 500 famiglie».

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