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Da Milano si procedeva a riacquistare
il patrimonio del narcotrafficante di Bova

Calabria

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REGGIO CALABRIA - C’è il 50% di quel terreno, che a  trentacinquemila euro è regalato. O il complesso di sei appartamenti, che all’asta riesce a prendere per qualcosa in più di 133mila. E poi un grande magazzino a meno di 240mila euro è un prezzo stracciato. Tutti in Calabria, tutti nello stesso Comune. Non si fa scappare niente Antonio Marchi, imprenditore milanese che rifornisce i locali di macchinette per il videopoker. Con una fissazione tutta particolare che ha il sapore della nostra terra: Bova Marina

I suoi investimenti, o meglio quelli delle sue società, sono tutti orientati dalla città della Madunina al ridente comune dello Jonio calabrese. C’è anche questo nell’informativa allegata all’inchiesta “Infinito”, in cui tra le varie compravendite, salta fuori quella del presunto boss Giulio Lampada, che cercava casa per sé e la moglie in quel di Settimo milanese. 

I veri affari Marchi li fa tutti alle aste giudiziarie. Sempre aste. E sempre riguardanti case e terreni con un unico indirizzo: Bova Marina. E’ un’accoppiata che gli dice bene, questa qui. Ma resta comunque sospetto il filo rosso che lega Calabria e Lombardia. Per i magistrati che indagano su un grosso traffico di droga connesso alle infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’Ortomercato milanese, è lo stesso filo che lega Marchi al narcotrafficante Francesco Zappalà - sorpresa - originario di Bova Marina. Saranno condannati entrambi a dieci anni nell’ambito di quella inchiesta. Due “insospettabili”. Sulla carta d’identità di Zappalà, per esempio, c’è scritto che fa il dentista. Per chi lo ha incastrato, al contrario, è il traffico di stupefacenti la sua principale attività.

Ad essa si è dedicato «stabilmente, operando, fin dalla giovane età, ad alti livelli, in contesti di criminalità organizzata e collegamento con pericolosi esponenti della ’ndrangheta calabrese». Ma il suo soprannome resta sempre “il dottore”. Marchi, invece, è il suo braccio destro. 

IL SERVIZIO COMPLETO A FIRMA DI ROSAMARIA AQUINO SULL'EDIZIONE CARTACEA DE IL QUOTIDIANO

 

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