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Cosenza, rivolta per i mercatini di Natale
I commercianti: «Ce ne andiamo a Rende»

Calabria

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COSENZA – I commercianti ambulanti del mercatino di Natale di Cosenza, in polemica con il sindaco Mario Occhiuto, si trasferiranno a Rende. Lo annunciano con un comunicato gli interessati. Pomo della discordia la nuova location dopo che o Occhiuto ha proposto nelle settimane scorse ai commercianti di trasferire lo storico mercatino natalizio, «da 50 anni – si fa rilevare – sempre presente nel cuore della città bruzia (corso Umberto e zona ex stazione ferroviaria), nel centro storico di Cosenza a corso Telesio ed alla villa vecchia». Soluzione che non ha ricevuto la condivisione dei commercianti, in quanto sarebbe stata imposta come unica localizzazione del mercatino e «avrebbe pregiudicato le vendite ed arrecato un significativo danno economico, poichè avrebbe determinato una dannosa frammentazione delle attività, atteso che il mercatino non sarebbe stato più collocato in un unico contesto, ma gli espositori sarebbero stati divisi e dislocati in diverse aree del centro storico. Siamo dispiaciuti e delusi dal sindaco Occhiuto, per essere stati costretti ad abbandonare la nostra città – scrivono nel documento – e recarci a Rende per il mercatino di Natale».

 

«Ci trasferiremo – è scritto - oltre Campagnano, a via Ungaretti nella piazza antistante l'Hotel S. Francesco, perchè abbiamo ricevuto l’abbraccio caloroso dell’amministrazione di Rende, del primo cittadino Vittorio Cavalcanti e dell’assessore Cesare Loizzo in particolare, sensibili ai nostri problemi ed alle nostre richieste. Entrambi, al contrario del sindaco di Cosenza, - scrivono i commercianti – hanno immediatamente compreso l'importanza ed il valore aggiunto che la nostra iniziativa porterà alla città di Rende. A loro da parte nostra un sentito ringraziamento per la disponibilità dimostrata. Senza il supporto degli amministratori rendesi, 30 padri di famiglia che si dedicano esclusivamente ai mercati natalizi, avrebbero avuto serie difficoltà economiche vedendo vanificato l’impegno organizzativo di questi mesi. Riteniamo che in un momento di crisi, come quello che si sta attraversando in Italia e nel Mezzogiorno in particolare, le amministrazioni – concludono - dovrebbero supportare ed agevolare il commercio e non creare ostacoli per effimere finalità estetiche». 

 

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