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Un anno e mezzo di carcere preventivo per l'assessore
La Cassazione lo fa uscire: «Mancano gravità indiziarie»

Calabria

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MARINA DI GIOIOSA JONICA (RC) - Era in carcere da un anno e mezzo, ma secondo la Cassazione non c'erano nei suoi confronti «gravità indiziarie». E quindi si sono finalmente riaperte le porte del carcere per Vincenzo Ieraci, arrestato quando era assessore all'ambiente del Comune di Marina di Gioiosa Jonica. L'uomo, 57 anni, era stato coinvolto nell'operazione antimafia denominata "Circolo Formato", insieme al sindaco Rocco Femia e ad altri due esponenti della giunta: l'accusa era di aver favorito una cosca locale.

Ma ora i giudici della Corte di Cassazione hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Reggio Calabria, su richiesta della Dda.   La decisione è stata presa in accoglimento di un’istanza presentata dai difensori di Ieraci.   ià nel maggio scorso, un'altra sezione della Cassazione aveva disposto la scarcerazione, accogliendo il ricorso contro la sentenza e disponendo il rinvio degli atti, sottolineando, come riferirono all'epoca gli avvocati, che «perchè si concretizzi il reato di associazione mafiosa è necessario che gli impegni assunti con la criminalità siano concreti e che l’operato del politico possa incidere significativamente nelle attività della famiglia di 'ndrangheta». 

La decisione della Cassazione era però tornata in gioco a causa di una ragione tecnica. E ora una diversa sezione è arrivata alle stesse conclusioni, stavolta senza nemmeno disporre il rinvio alla corte d'Appello.

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