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L'UE lancia l'allarme anche per l'A3
«I fondi comunitari in tasca alle cosche»

Calabria

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CATANZARO - Ogni anno almeno un miliardo di euro di fondi comunitari finisce nelle tasche di organizzazioni criminali: questa la stima del danno al bilancio Ue contenuta in un documento presentato oggi al Parlamento europeo. "La crisi finanziaria – ha spiegato l’eurodeputata tedesca Barbara Weiler del gruppo S&D, presentando il documento 'Fondi Ue e loro uso da parte del crimine organizzato' – ha fatto s che i gruppi criminali siano sempre più attivi nei progetti europei: le mafie comprano terreni e beni e così partecipano direttamente ai bandi comunitari". 

Weiler ha indicato, "come esempio, il caso della A3 Salerno-Reggio Calabria", sottolineando però che il problema "non tocca solo il Sud Italia, ma anche il Nord, con infiltrazioni mafiose in tutti i più grandi progetti in corso". Ma le organizzazioni criminali, secondo il documento pubblicato oggi, sono molto attive anche sul fronte dell’evasione Iva, un fenomeno che avrebbe raggiunto, nel complesso dei 27 Paesi Ue, un valore pari a 100 miliardi di euro. Circa il 20-30% di questo importo – quindi 20-30 miliardi – è imputabile alle attività svolte dalla criminalità organizzata. "La situazione è peggiorata ovunque", sottolinea Weiler. Per contrastare il fenomeno è necessario, indica sempre l’autrice del documento, "prevenire le frodi, che la Commissione Ue proponga una norma per la confisca dei beni, come fa la legge anti-mafia italiana, migliorare la cooperazione tra i 27 e tra questi e l’Olaf, l'Ufficio antifrode della Ue, e creare un pm europeo con ampli poteri in materia".

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