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Torna a casa bimbo di 2 anni che viveva in carcere
insieme alla madre detenuta a Castrovillari

Calabria

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CASTROVILLARI – È stato riportato a casa il piccolo Nicola Jr, il bambino di due anni che era detenuto nel carcere di Castrovillari insieme alla madre e che tre giorni fa ha dovuto assistere con lei, nella gelida aula bunker del penitenziario del Pollino, all’udienza del processo antimafia che la vede imputata. La madre del bambino, Antonia Maria Iannicelli, di Cassano, oggi pomeriggio, intorno alle 14, è stata posta di nuovo al regime degli arresti domiciliari, dove si trovava fino a tre settimane fa, prima che la misura le venisse revocata per violazione delle prescrizioni.
È stato il giudice (e presidente del tribunale di Castrovillari, Loredana De Franco, a firmare la revoca della custodia cautelare in carcere nonostante il parere negativo del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto. La giovane mamma, lo ricordiamo, è stata arresta il 10 giugno 2011 nell’ambito dell’operazione antimafia denominata Tsumani. E nell’ambito dell’omonimo processo davanti al tribuna le presieduto dalla De Franco la ragazza deve rispondere di fare parte, insieme alla madre, alla sorella a ad altri nove soggetti di una nuova organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga e vicina al clan degli zingari di Lauropoli al cui vertice ci sarebbe, secondo il sostituto procuratore Vincenzo Luberto, il cugino Tommaso Iannicelli detto il “calciatore”.
Appena venne arrestata, la prima volta, ad Antonia Maria Iannicelli, proprio in virtù del suo status di madre di tre figli – di due, tre e quattro anni – vennero concessi subito gli arresti domiciliari. Ma di recente ha violato le restrizioni imposte dalla misura cautelare meno afflittiva, che le è stata revocata. Ed è dovuto ritornare nella sezione femminile del carcere di Castrovillari, portandosi dietro – come prevede la legge – il piccolo Cocò e lasciando alla sorella gli altri due. Ma il bambino non solo è stato costretto alla vita da detenuto: nei giorni scorsi, poiché si è celebrata un’udienza del processo Tsumani, il piccolo è stato costretto a presenziare, rinchiuso nella stessa gabbia dell’aula fredda bunker di Castrovillari, per una giornata intera, insieme alla madre. Sulla vicenda, nei giorni scorsi è intervenuto anche il leader del movimento Diritti Civili, che ha definito l’episodio «gravissimo, allucinante, disumano». Ieri Corbelli ha anche lanciato un appello, non solo a giudice di Castrovillari, che dovevano decidere sull’istanza di riammissione ai domiciliari per la ragazza presentata dai sui legali (gli avvocati Angela Bellusci) ma anche al ministro della Giustizia, Paola Severino. Oggi pomeriggio sono stati gli stessi agenti della polizia penitenziaria del carcere di Castrovillari ad accompagnare a casa Nicola jr e la mamma, che ha così potuto riabbracciare gli altri suoi due figli.

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