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Vibo, maltrattamenti su bambini
Interdetta una maestra d'asilo

Calabria

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VIBO VALENTIA - Metodi correttivi spinti. Troppo spinti. Almeno secondo il gip Gabriella Lupoli che, accogliendo la richiesta formulata dal sostituto procuratore Gabriella Di Lauro, ha disposto l’ordinanza di interdizione cautelare per una maestra d’asilo, R. N., di Vibo Valentia, accusata di maltrattamenti verso fanciulli. I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia nei giorni scorsi hanno notificato il provvedimento alla docente, così subito allontanata, alla responsabile del circolo didattico e all’ufficio scolastico provinciale. I militari del capitano Diego Berlingieri, quindi, ieri hanno convocato i genitori dei bambini ai quali hanno mostrato le immagini captate grazie alle microcamere installate all’interno delle aule dell’asilo interessato, affinché riconoscessero i propri figli. L’attività d’intercettazione era iniziata nello scorso mese di ottobre a seguito della denuncia che una famiglia aveva presentato alla stazione carabinieri di Pizzo. Una scelta, questa, che sarebbe stata determinata dal fatto che proprio i carabinieri guidati dal maresciallo Pietro Santangelo, nei mesi scorsi, avevano scoperto altri episodi di violenza, in un diverso plesso scolastico, denunciandoli all’autorità giudiziaria che poi aveva provveduto ad emettere le misure cautelari a carico di un’insegnante. 
Accolta la denuncia e avviati i primi riscontri, i carabinieri del comandante Santangelo hanno informato la Procura di Vibo che ha coordinato le successive investigazioni. Da ottobre, quindi, era iniziata una lunga attività di intercettazione audio-video all’interno dell’asilo, durante la quale è emerso come la maestra usasse strattonare ripetutamente i bambini, minacciandoli anche con una bacchetta, mettendoli in fila faccia al muro o costringendoli per lungo tempo a posizioni stressanti, piegati faccia sui banchi. Sarebbe stato anche filmato qualche sganassone. L’aspetto più grave, al di là dei singoli episodi di maltrattamento, verrebbe individuato nel senso di paura che dilagava tra i bambini al cospetto di quella maestra in un luogo che doveva essere di cura, protezione e spensieratezza. Un fatto del quale alcuni genitori avevano avuto sentore, senza però rendersi effettivamente conto della gravità della situazione, venuta fuori dopo la denuncia dei genitori di una bimba in preda alla paura dopo aver subito l’aggressività dell’insegnante. 
Episodi analoghi si erano verificati in un asilo a Pizzo, nello scorso mese di febbraio, mentre addirittura quattro maestre finirono ai domiciliari, a Mileto, nel luglio del 2011. Anche in quelle circostanze è stata decisiva la collaborazione dei genitori ma soprattutto la solerzia e la capacità investigativa dell’Arma territoriale, che si è prodigata per essere quanto più rapida possibile nel riscontrare quanto denunciato e mettere in sicurezza i piccoli. Tutto ciò nel solco dell’impegno ribadito dal comandante provinciale della Benemerita Daniele Scardecchia: «Qui combattiamo la ’ndrangheta ogni giorno, ma quotidianamente i nostri uomini non si risparmiano per assicurare la difesa dei più deboli di fronte ad ogni tipo di reato».

VIBO VALENTIA - Metodi correttivi spinti. Troppo spinti. Almeno secondo il gip Gabriella Lupoli che, accogliendo la richiesta formulata dal sostituto procuratore Gabriella Di Lauro, ha disposto l’ordinanza di interdizione cautelare per una maestra d’asilo, R. N., di Vibo Valentia, accusata di maltrattamenti verso fanciulli. I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia nei giorni scorsi hanno notificato il provvedimento alla docente, così subito allontanata, alla responsabile del circolo didattico e all’ufficio scolastico provinciale. I militari del capitano Diego Berlingieri, quindi, ieri hanno convocato i genitori dei bambini ai quali hanno mostrato le immagini captate grazie alle microcamere installate all’interno delle aule dell’asilo interessato, affinché riconoscessero i propri figli. L’attività d’intercettazione era iniziata nello scorso mese di ottobre a seguito della denuncia che una famiglia aveva presentato alla stazione carabinieri di Pizzo. Una scelta, questa, che sarebbe stata determinata dal fatto che proprio i carabinieri guidati dal maresciallo Pietro Santangelo, nei mesi scorsi, avevano scoperto altri episodi di violenza, in un diverso plesso scolastico, denunciandoli all’autorità giudiziaria che poi aveva provveduto ad emettere le misure cautelari a carico di un’insegnante. Accolta la denuncia e avviati i primi riscontri, i carabinieri del comandante Santangelo hanno informato la Procura di Vibo che ha coordinato le successive investigazioni. Da ottobre, quindi, era iniziata una lunga attività di intercettazione audio-video all’interno dell’asilo, durante la quale è emerso come la maestra usasse strattonare ripetutamente i bambini, minacciandoli anche con una bacchetta, mettendoli in fila faccia al muro o costringendoli per lungo tempo a posizioni stressanti, piegati faccia sui banchi. Sarebbe stato anche filmato qualche sganassone. L’aspetto più grave, al di là dei singoli episodi di maltrattamento, verrebbe individuato nel senso di paura che dilagava tra i bambini al cospetto di quella maestra in un luogo che doveva essere di cura, protezione e spensieratezza. 

 

SULL'EDIZIONE CARTACEA IL SERVIZIO INTEGRALE A FIRMA DI PIETRO COMITO

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