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Corpo carbonizzato rinvenuto nel reggino
Si sospetta uno sfregio dopo l'agguato mafioso

Calabria

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MOTTA SAN GIOVANNI (Reggio Calabria) - Ucciso, bruciato e abbandonato in campagna, in una zona impervia, forse anche come segno di disprezzo o per uno sfregio. Lasciato così in un luogo dove si pensava che nessuno potesse trovarlo. E' questa la condizione dei resti rinvenuti il giorno di Natale dai carabinieri a Motta San Giovanni, nel reggino. Un corpo completamente carbonizzato, localizzato nella frazione Serro Valanidi dai militari del comando provinciale di Reggio Calabria, che hanno agito con l'ausilio dello Squadrone eliportato e dei volontari locali della Protezione civile, impegnati nelle ricerche di un anziano settantaquattrenne di Rosario Valanidi, frazione di Reggio Calabria, la cui scomparsa è stata denunciata domenica scorsa dai familiari. 

 Non sarebbero stati trovati altri elementi che possano essere d’aiuto per un’attribuzione dell’identità della vittima. Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti gli esperti della sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri per i rilievi ed il repertamento del materiale biologico da sottoporre all’esame del dna. La battuta era stata disposta per rintracciare un anziano di Rosario Valanidi, Paolo Falduto di 74 anni, la cui scomparsa era stata denunciata domenica scorsa dai familiari, che non lo vedono dal 17 dicembre. I carabinieri ipotizzano, ma solo l’esame del Dna potrà darne conferma, che i resti rinvenuti possano appartenere proprio al pensionato scomparso. Quel che è certo è che, secondo i primi rilievi, si tratterebbe di omicidio. Il cadavere, che giaceva lì già da alcuni giorni, è stato incendiato utilizzando copertoni di auto.  

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