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Catanzaro, rischiano il processo 6 persone
per la compravendita di voti alle comunali

Calabria

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CATANZARO - La Procura di Catanzaro ha chiuso le indagini sulla presunta compravendita di voti che vede coinvolte cinque persone. I fatti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e dal sostituto procuratore Gerardo Dominjanni che ha coordinato le indagini, sarebbero stati commessi nel mese di maggio scorso durante lo svolgimento delle passate elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale.

Furono gli uomini della Digos durante le comunali avevano notato qualcosa di anomalo nei pressi di alcuni seggi del quartiere di Siano. Iniziarono le prime indagini che portato al sequestro disposto dal pm Dominjanni per tutte le schede elettorali. In due vennero fermati e gli agenti sequestrarono materiale elettorale, un normografo e una piccola somma di denaro.

L'inchiesta si compone di cinque indagati accusati di violazione delle leggi elettorali e false dichiarazioni al pm. Sono rimasti coinvolti: Francesco Leone, il consigliere eletto in quota alla lista “Per Catanzaro” a sostegno di Sergio Abramo (difeso dagli avvocati Antonio Lomonaco e Gianni Russano) e con lui Ferdinando Tomaselli, 30 anni (assistito da Andrea Gareri) e Paolo Gravino, 30 anni, che secondo il capo di imputazione avrebbero agito in concorso: Tomaselli e Leone effettuando elargizione di denaro al fine di conseguire i voti e alterando le schede con un normografo e tutti e tre, Tomaselli per conto di Leone, avrebbero offerto a Gravino la somma di denaro 300 euro. Cinquanta euro sarebbe la somma accettata da Salvatore Tomaselli «quale corrispettivo - secondo quanto riportato nella richiesta del pm - per il voto dato a Francesco Leone, quest'ultimo candidato a consigliere comunale».

A carico degli ultimi due indagati, Angelo Raffaele e Fabio Trapasso, viene ipotizzato il reato di favoreggiamento perché convocati come persone informate sui fatti dalla Digos si sarebbero rifiutati di rispondere alle domande relative alle condotte degli altri indagati o fornivano false dichiarazioni. Fin qui la ricostruzione dell'accusa contro la quale, adesso, le persone coinvolte nelle indagini potranno difendersi nelle sedi opportune.

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