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Lamezia, arrestati 4 affiliati ai Giampà
Fanno parte del gruppo di fuoco del clan

Calabria

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CATANZARO - La Squadra Mobile di Catanzaro, con provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha arrestato 4 pericolosi elementi del «gruppo di fuoco» della cosca Giampà ritenuti responsabili di un duplice tentato omicidio e di due diversi omicidi di esponenti di spicco della famiglia rivale Torcasio, avvenuti a Lamezia Terme tra i mesi di marzo e luglio del 2011. Gli arrestati farebbero, dunque, parte di un gruppo di fuoco che era già stato arrestato nelle precedente operazioni, al punto che le nuove ordinanza del gip di Catanzaro sono state notificate nelle carceri di Vibo Valentia e Rossano, dove sono detenuti i quattro. In particolare, a Piraina, Catroppa e Molinaro è contestato il tentato duplice omicidio di Egidio Umberto Muraca, 33 anni, e di Angelo Francesco Paradiso, 27, avvenuto il 30 marzo 2011, mentre Torcasio, in concorso con altri quattro soggetti già tratti in arresto il 6 novembre 2012 nell’ambito dell’operazione denominata «Pegaso 2», è ritenuto responsabile degli omicidi di Vincenzo Torcasio, 60 anni, e Francesco Torcasio, 22, avvenuti, rispettivamente, a Lamezia Terme il 7 giugno 2011 ed il 7 luglio 2011.

I giovani arrestati sono Luca Piraina, nato nel 1989; Pasquale Catroppa, nato nel 1986, Maurizio Molinaro del 1983, Alessandro Torcasio del 1983.

L'OMICIDIO SUL CAMPETTO - I fatti sono legati al conflitto scoppiato fra famiglie rivali che si contendevano il territorio per la riscossione dei proventi delle estorsioni ai danni di diversi imprenditori. Uno degli omicidi suscitò particolare impressione in quanto avvenuto all’interno di campo di calcetto davanti a diverse persone ed un altro avvenne in pieno centro cittadino. Si tratta dell'omicidio di Vincenzo Torcasio avvenuto il 7 giugno 2011. Torcasio è stato ucciso davanti a decine di persone. Stava infatti assistendo a una partita di calcetto ai bordi del campo. Una squadra che a quanto pare la vittima allenava visto che anche in passato è stato l’allenatore del Capizzaglie calcio che militava in seconda categoria. L’impianto si trova in contrada Pane, una zona periferica della città, da dove si accede da una delle tante traverse di una strada che collega via del Progresso con il bivio di contrada Carrà - Cosentino.

IL PRIMO BLITZ DI NOVEMBRE - Il 7 novembre 2012 era scattata una prima operazione contro i killer dei Giampà. Erano finiti in carcere Francesco Vasile, Maurizio Molinaro, Alessandro Torcasio, detto “u cavallu” e Vincenzo Giampà detto “Enzo” per due delitti, tra i quali quello del campetto. Ora per Molinaro e Torcasio la situazione si complica. Nuove dichiarazioni dei pentiti hanno fatto arrivare un'altra ordinanza da cui è scaturita l'operazione di oggi.

Secondo il questore di Catanzaro, Guido Marino, questi arresti costituiscono «un’altra tappa nella strategia che prevede l’attenzione e l’impegno costante contro le famiglie mafiose di Lamezia Terme, sui fatti di sangue e gli episodi criminali di questa città. C'è la massima attenzione - ha detto – da parte della polizia e della magistratura». Anche il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo ha confermato il livello di attenzione: «Lamezia Terme è uno dei territori ad alta densità mafiosa del distretto – ha affermato – e proprio questo le è valso la permanenza del tribunale». Il capo della squadra Mobile, Rodolfo Ruperti ha ricostruito l’episodio del duplice omicidio di Paradiso e Muraca: «Si tratta di personaggi considerati 'border line' – ha detto – e sono finiti nel mirino del clan Giampà dopo che gli stessi avevano compiuto un’estorsione ai danni di un distributore di carburante per conto dei Torcasio, ma ritenuto sotto il controllo degli stessi Giampà». 

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