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Droga, 11 condanne e 1 assoluzione
Sgominata organizzazione autonoma

Calabria

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CATANZARO – Si è concluso con 11 condanne a pene comprese fra 8 mesi e 5 anni e 9 mesi di reclusione ed un’assoluzione totale il processo a carico di 12 imputati coinvolti nell’operazione battezzata «Chiosco». Il blitz, portato a termine da Polizia e Carabinieri, è stato diretto a sgominare una banda ben organizzata che sarebbe stata capace di gestire in maniera autonoma lo spaccio di stupefacenti nel quartiere «Aranceto», zona a sud di Catanzaro. Il pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Vincenzo Capomolla, aveva chiesto 12 condanne, a pene comprese fra 18 mesi e 9 anni. Il tribunale collegiale di Catanzaro (presidente Adriana Pezzo, a latere Emanuela Folino e Barbara Fatale), in particolare, ha condannato: Marcello Berlingieri (32 anni) a un anno e tre mesi di reclusione e 4.000 euro di multa, con pena sospesa (il pm aveva chiesto dieci anni di reclusione e 30.000 euro di multa); Nuccio Berlingieri, alias «Pupetto» (31), a un anno e tre mesi e 4.000 euro (chiesti nove anni e 27.000 euro); Roberto Berlingieri, alias «faccia tagliata» (26), a due anni e 5.000 euro (chiesti undici anni e 33.000 euro); Silvano Berlingieri, alias «Pacciani» (39), a cinque anni e nove mesi e 1.200 euro (chiesti dieci anni e sei mesi e 30.500 euro per i reati in materia di droga, più sei anni e 1.200 euro per uno specifico capo d’accusa di estorsione), più le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e l'interdizione legale e la sospensione dall’esercizio della potestà genitoriale per la durata della pena; Franco Bevilacqua (43) a tre anni e 9.000 euro (chiesti nove anni e 27.000 euro), più l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni; Luciano Bevilacqua (25) a un anno e nove mesi e 4.500 euro, con pena sospesa (chiesti quindici anni); Luigi Bevilacqua (43) a tre anni e nove mesi (chiesti diciotto anni), più l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni; Giuseppe Ceravolo (32) a quattro anni e sei mesi (chiesti quindici anni), più l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni; Fabio Critelli (35) a un anno e nove mesi e 4.500 euro (chiesti diciotto anni); Pantaleone Mamone (59) a un anno e sei mesi e 4.000 euro (chiesti dieci anni e sei mesi); Ivan Manfredi (24) a otto mesi e 2.000 euro (chiesti dodici anni).  A tutti gli imputati, molti dei quali contestualmente assolti per parte delle accuse, i giudici hanno imposto il divieto di espatrio e il ritiro della patente per un anno. Inoltre, è stata dichiarata la perdita di efficacia della misura cautelare nei confronti di Ivan Manfredi, Marcello e Nuccio Berlingieri e Luciano Bevilacqua. Completamente assolto, infine, Pasquale Cappellano (40 anni) per il quale il pm aveva chiesto una condanna a nove anni di reclusione e 27.000 euro di multa. Altri dodici imputati dell’operazione «Chiosco» hanno scelto di accedere al rito abbreviato – che in caso di condanna comporta lo sconto di pena di un terzo -, che il 6 luglio scorso si è concluso con altrettante condanne a pene comprese fra otto e due anni di reclusione. Gli imputati sono stati destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita con l’operazione «Chiosco» all’alba del 24 giugno 2011, quando altre dieci persone furono raggiunte da un provvedimento di divieto di dimora in Calabria mentre altre sette furono indagate a piede libero (nell’inchiesta finirono anche tre minori arrestati su disposizione del tribunale per i minorenni, per i quali il procedimento procede nella sede che gli è propria). Secondo le accuse contestate, l’organizzazione sgominata dagli investigatori avrebbe avuto la gestione della piazza dello spaccio a Catanzaro sud, attraverso quello che gli inquirenti hanno definito un supermarket della droga. Cocaina, eroina, cobrett che arrivavano da Reggio Calabria e da Napoli, direttamente consegnati a casa di chi li doveva smerciare. Il gruppo criminale sarebbe stato composto da soggetti di etnia rom, guidati da Franco Simone Bevilacqua.

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