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Coldiretti mette a disposizione uomini e mezzi per liberare
gli scavi archeologici di Sibari: «Noi, nuovi angeli del fango»

Calabria

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SIBARI come Firenze, con gli scavi archeologici che, come per i capolavori dell'arte toscana negli anni '60, rischiano di essere devastati dall'inondazione. E così gli uomini di Coldiretti Calabria si candidano a diventare i nuovi «angeli del fango»: «Con i mezzi delle imprese agricole e i Consorzi di Bonifica Coldiretti Calabria è pronta ad intervenire per liberare dal fango il parco archeologico di Sibari e essere insieme a tanti altri i nuovi angeli del fango», afferma una nota. 

Secondo il presidente Pietro Molinaro, «l'importante patrimonio archeologico a livello internazionale con vestigia storiche che appartengono all’intera umanità non può essere lasciato nell’attuale stato o peggio consegnarlo all’oblio ma occorre un rapido intervento e questo noi siamo in grado di contribuire a farlo». Per questo ha deciso di mettere subito a disposizione della Sovrintendenza per i beni archeologici della Calabria mezzi e personale per fare in modo che il patrimonio culturale della sibaritide, entro brevissimo tempo, possa ritornare all’antico splendore: «Siamo disponibili, ad affrontare l’emergenza ma occorre però programmare contestualmente lavori di riqualificazione del sito archeologico ma anche di altre considerevoli memorie del passato che sono presenti in tutta la Calabria in modo che possano essere il punto di forza di una sempre maggiore affermazione turistica della nostra regione capace di incidere su uno sviluppo possibile e sostenibile».   

«I Consorzi di Bonifica, enti governati dagli agricoltori - ha concluso Molinaro – sono pronti a raccogliere questa sfida per continuare ad essere a servizio della collettività e delle istituzioni». 

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