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Crotone, corsa contro il tempo per salvare Helena
I genitori ricorrono ai giudici per ottenere le cure

Calabria

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CROTONE - Una speranza per la piccola Helena. E' quella che chiedono ai giudici della Sezione Lavoro del Tribunale di Crotone i genitori di una bimba di Petronà, che hanno ingaggiato una battaglia legale in difesa della loro figlioletta che non ha nemmeno cinque anni e sembra condannata a morire perché affetta dalla patologia di Niemann Pick di tipo C. Una malattia genetica rara, degenerativa e incurabile e che porta alla morte di chi ne soffre entro due, forse tre anni di vita, «non esistendo, al mondo, secondo la letteratura scientifica, una terapia sperimentale su un numero di casi clinici, idonea non solo a migliorare ma nemmeno a frenare o addirittura a rallentare l'inevitabile decorso della malattia». L'inciso è tratto dal ricorso dei legali della famiglia, che sarà depositato stamane in cancelleria, con cui si chiede al Tribunale di Crotone di voler ordinare agli Ospedali Riuniti di Brescia di somministrare le «cure compassionevoli» già effettuate, in favore di altri bimbi, consistenti nel trapianto di cellule staminali mesenchimali utilizzando il protocollo Stamina. Ai piccoli Daniele, Rita, Smeralda, Gioele e ai loro genitori una speranza è già stata data, infatti. 

«L' alternativa c'è». I genitori di Helena ne sono convinti, così come lo staff di legali ai quali si sono rivolti (avvocati Tiziano e Mario Saporito, Marco Vorano e Dario Bianchini). Anche se, allo stato, non esiste un farmaco che garantisca una guarigione, c'è una circostanza certificata da un ospedale pubblico Italiano, che figura nel panorama d'eccellenza nella sanità europea, e che ha somministrato una cura compassionevole a un bambino afflitto dalla stessa patologia. Una cura che ha sortito risultati «assolutamente positivi». E' il caso di Daniele Tortorelli, una vicenda che ha avuto «larga risonanza nel mondo scientifico italiano», sottolineano i legali.
Al piccolo Daniele sono state somministrate cellule staminali mesenchimali che dopo la prima infusione «hanno determinato significativi miglioramenti». Anche Daniele, così come Rita e altri sfortunati bimbi, hanno dovuto fare ricorso all'autorità giudiziaria per ottenere le cure richieste. I precedenti, insomma, ci sono. Le pronunce di due Tribunali, quello di Modica e quello di Matera, non sono mai state opposte. Nel caso di Daniele, fu proprio lo Stato a suggerire di rivolgersi alla struttura sanitaria specializzata di Brescia. Purtroppo, però, «v'è la certezza che l' ospedale non intenda aderire a tale richiesta avendo espressamente scritto ad un paziente che le cure compassionevoli verranno somministrate solo quando vi sarà l' ordine del giudice». Ma, per i legali di Helena, «Sussiste il diritto-dovere in capo al papà e alla mamma-  chiaramente nell'ambito della legittimità e, nel caso di specie, si stanno semplicemente chiedendo delle cure compassionevoli già effettuate da un ospedale italiano in favore di altro piccolo paziente colpito dalla medesima patologia - di esser posti nella posizione di poter esperire tutti i tentativi sanitari in favore della propria figlia».

I genitori di Helena sono convinti, così come lo staff di legali ai quali si sono rivolti (avvocati Tiziano e Mario Saporito, Marco Vorano e Dario Bianchini) che anche se, allo stato, non esiste un farmaco che garantisca una guarigione, c'è una speranza certificata da un ospedale pubblico Italiano, che figura nel panorama d'eccellenza nella sanità europea, e che ha somministrato una cura compassionevole a un bambino afflitto dalla stessa patologia. Una cura che ha sortito risultati «assolutamente positivi». E' il caso di Daniele Tortorelli, una vicenda che ha avuto «larga risonanza nel mondo scientifico italiano», sottolineano i legali. Al piccolo Daniele sono state somministrate cellule staminali mesenchimali che dopo la prima infusione «hanno determinato significativi miglioramenti». Purtroppo, però, «l'ospedale ha espressamente scritto ad un paziente che le cure compassionevoli verranno somministrate solo quando vi sarà l'ordine del giudice», ma non c'è più tempo da perdere perché «le condizioni di Helèna si sono aggravate» 

 

SULL'EDIZIONE CARTACEA IL SERVIZIO COMPLETO A FIRMA DI ANTONIO ANASTASI

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