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Fidanzato giù dal balcone: «Si è buttato da solo»
Ma i familiari della ragazza non convincono il gip

Calabria

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4 minuti 53 secondi
CROTONE - La tesi difensiva è che dal balcone si sarebbe gettato lui, lo sfortunato Casanova, forse perché era l’unica via di fuga e si sentiva accerchiato. E’ la tesi proposta al gip Franco Russo Guarro, da Francesco, Elena e Efraim Iorno, rispettivamente di 70, 55 e 25 anni. Padre, madre e figlio. Gli uomini sono accusati di tentato omicidio nei confronti del 23enne Antonio Berlingieri, che era stato sorpreso nel letto della figlia dei coniugi Iorno e sorella di uno degli indagati, nel cuore della notte. La donna deve rispondere di lesioni. Il giudice, però, ha ritenuto di non disporre la scarcerazione dei tre
La ragazza convive con i genitori, suo fratello Efraim no: era rimasto a dormire, ha spiegato ieri al suo avvocato, Aldo Truncè, perché era andato a casa dei suoi per vedere in tv il film Titanic, finito tardi. Perciò è rimasto a dormire. «Non l’avessi mai fatto», ha detto col senno di poi. Intorno alle 3,30 ha sentito dei rumori provenire dalla stanza della sorella ed è entrato, e ha scoperto che a letto c’era anche il fidanzato di lei. «E tu che ci fai qua?». Inizia una colluttazione. Stando alla versione di Efraim, questi sarebbe stato colpito violentemente con un pezzo di legno a un braccio tant’è che in pronto soccorso si è fatto ingessare il metatarso. Ma la peggio l’ha avuta decisamente Berlingieri. 
Stando alla ricostruzione dei carabinieri, che hanno interrogato i due fidanzati, i tre indagati prima lo hanno aggredito e percosso con tubi in gomma e mazze di legno, poi lo hanno scaraventato da un balcone al primo piano della loro abitazione, facendogli fare un volo di circa cinque metri. Preso per le gambe e le braccia dal padre e dal fratello della ragazza, Berlingieri sarebbe stato letteralmente lanciato a terra e si è procurato così la frattura dei polsi e la rottura di due vertebre. Ma durante l’assalto con mazze e tubi gli sono stati procurati anche lesioni semipermanenti con la rottura di diversi denti. In quelle condizioni, in mutande e a piedi nudi, dal quartiere periferico di Tufolo, Berlingieri sarebbe andato in ospedale a farsi curare. Secondo la versione proposta sia da Efraim ma anche dalla madre e dal padre, gli ultimi due assistiti rispettivamente dagli avvocati Romolo Viilirillo e Giuseppe Gallo, vistosi alle strette Berlingieri si sarebbe lanciato da un balcone dello stesso stabile ma pertinente a un’altra abitazione che aveva raggiunto dopo aver scavalcato una ringhiera. 
L’allarme è scattato in seguito a una chiamata della giovane al 112. I carabinieri sono accorsi subito rinvenendo i segni di una violenta colluttazione. Pochi istanti dopo sono stati chiamati dai sanitari ai quali si era presentato Berlingieri, seminudo e con diverse escoriazioni sul corpo. Le lesioni a lui procurate sono state ritenute guaribili in 35 giorni.

CROTONE - La tesi difensiva è che dal balcone si sarebbe gettato lui, lo sfortunato Casanova, forse perché era l’unica via di fuga e si sentiva accerchiato. E’ la tesi proposta al gip Franco Russo Guarro, da Francesco, Elena e Efraim Iorno, rispettivamente di 70, 55 e 25 anni. Padre, madre e figlio. Gli uomini sono accusati di tentato omicidio nei confronti del 23enne Antonio Berlingieri, che era stato sorpreso nel letto della figlia dei coniugi Iorno e sorella di uno degli indagati, nel cuore della notte. La donna deve rispondere di lesioni. Il giudice, però, ha ritenuto di non disporre la scarcerazione dei tre
La ragazza convive con i genitori, suo fratello Efraim no: era rimasto a dormire, ha spiegato ieri al suo avvocato, Aldo Truncè, perché era andato a casa dei suoi per vedere in tv il film Titanic, finito tardi. Perciò è rimasto a dormire. «Non l’avessi mai fatto», ha detto col senno di poi. Intorno alle 3,30 ha sentito dei rumori provenire dalla stanza della sorella ed è entrato, e ha scoperto che a letto c’era anche il fidanzato di lei. «E tu che ci fai qua?». Inizia una colluttazione. Stando alla versione di Efraim, questi sarebbe stato colpito violentemente con un pezzo di legno a un braccio tant’è che in pronto soccorso si è fatto ingessare il metatarso. Ma la peggio l’ha avuta decisamente Berlingieri. 
Stando alla ricostruzione dei carabinieri, che hanno interrogato i due fidanzati, i tre indagati prima lo hanno aggredito e percosso con tubi in gomma e mazze di legno, poi lo hanno scaraventato da un balcone al primo piano della loro abitazione, facendogli fare un volo di circa cinque metri. Preso per le gambe e le braccia dal padre e dal fratello della ragazza, Berlingieri sarebbe stato letteralmente lanciato a terra e si è procurato così la frattura dei polsi e la rottura di due vertebre. Ma durante l’assalto con mazze e tubi gli sono stati procurati anche lesioni semipermanenti con la rottura di diversi denti. In quelle condizioni, in mutande e a piedi nudi, dal quartiere periferico di Tufolo, Berlingieri sarebbe andato in ospedale a farsi curare. Secondo la versione proposta sia da Efraim ma anche dalla madre e dal padre, gli ultimi due assistiti rispettivamente dagli avvocati Romolo Viilirillo e Giuseppe Gallo, vistosi alle strette Berlingieri si sarebbe lanciato da un balcone dello stesso stabile ma pertinente a un’altra abitazione che aveva raggiunto dopo aver scavalcato una ringhiera. 
L’allarme è scattato in seguito a una chiamata della giovane al 112. I carabinieri sono accorsi subito rinvenendo i segni di una violenta colluttazione. Pochi istanti dopo sono stati chiamati dai sanitari ai quali si era presentato Berlingieri, seminudo e con diverse escoriazioni sul corpo. Le lesioni a lui procurate sono state ritenute guaribili in 35 giorni.

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