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Cento giorni dopo la scossa, Mormanno torna a vivere
Riaprono ospedale e 8 negozi. Gabrielli si complimenta

Calabria

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A CENTO giorni dalla forte scossa di terremoto di magnitudo 5 che colpì tutta l'area del Pollino, riapre l’ospedale di Mormanno, evacuato in quella notte di paura. Da oggi tornano nuovamente operativi i poliambulatori specialistici, il servizio di radiologia e di analisi e il reparto di diagnostica. Era stata una priorità fissata fin dalle prime ore: «L'ospedale è un segno di vita e di sicurezza» aveva ripetuto il sindaco Guglielmo Armentano al capo della protezione civile. E proprio Franco Gabrielli ha voluto essere presente, insieme al prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro: nelle prime ore dopo le scosse sono stati loro i protagonisti dei primi interventi.

A Mormanno c'erano anche i presidenti della Provincia, Mario Oliverio, e dell’Ente Parco del Pollino, Domenico Pappaterra; il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, Gianfranco Scarpelli, e numerosi sindaci della zona.   «Credo che sia un bel primo passo – ha detto Gabrielli - restituire questa struttura alla collettività di Mormanno, così provata. Restituiamo una speranza e dimostriamo che alle parole sono seguiti i fatti. La riapertura dell’ospedale era un impegno che avevo preso da subito perchè per Mormanno era qualcosa di importante. Non è stata una cosa facile. Oggi voi avete mandato un messaggio chiaro al Paese. Avete dimostrato che non siete piagnoni, che non avete aspettato nessuno. Avete detto al Paese che se vi danno un briciolo d’aiuto, le cose le fate con le vostre forze. Avete dimostrato di averci creduto e vi siete rimboccati le maniche. Mormanno c'è e vuole continuare a vivere. Avete bisogno solo di una mano e adesso aspettate di vedere se il Paese c'è».  

Non è stato l'unico segnale posititivo: il vescovo della Diocesi di Cassano Jonio, Nunzio Galantino, ha simbolicamente restituito a otto commercianti di Mormanno le chiavi di altrettanti esercizi commerciali, e uno studio tecnico, che a seguito del sisma del 26 ottobre scorso erano stati chiusi perchè dichiarati inagibili.Il cantiere aperto dalla diocesi, proprietaria dell’immobile, ha consentito di portare a termine i lavori di messa in sicurezza e adeguamento statico, realizzati con i fondi dell’otto per mille messi a disposizione dalla Cei su richiesta dello stesso vescovo. In tre mesi, dunque, il ritorno alla normalità. Con le serrande di 8 negozi che sono tornate ad alzarsi lungo via Ludovico Romano, nel cuore del paese.

«Negli ultimi tre giorni qualcosa è cambiato per Mormanno – ha detto il sindaco Armentano - . È stato firmato il decreto che sblocca il finanziamento di dieci milioni di euro e oggi abbiamo proceduto alla riapertura dell’ospedale. Il vero problema resta sempre quello di ridare la fiducia ai cittadini». Qualche giorno fa, il sindaco aveva accusato le istituzioni, minacciando il boicottaggio delle elezioni per protestare contro l'oblio in cui sembrava caduto Mormanno. «Ieri è stato finalmente firmato il provvedimento che farà arrivare il denaro, ma noi lo anticiperemo con fondi nostri - ha detto Franco Gabrielli -. Continuo a dire che il tema di questo territorio non è la gestione di questa fase emergenziale, ma la messa in sicurezza del territorio. Credo che il prossimo governo non possa non affrontare questo argomento. Vorrei che si cominciasse concretamente da un luogo come questo, dove il terremoto non si racconta ma si vive». 

E a proposito della minaccia di disertare le urne ha aggiunto: «Per chi come me crede nella democrazia, quando una collettività è costretta ad arrivare a questa minacce, è sempre una sconfitta per tutti».

Redazione web

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