Salta al contenuto principale

Usurai tra Cosenza e Rende: pretendevano il 180%
E i soldi arrivavano dal traffico di hashish e marijuana

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 36 secondi

COSENZA – La Guardia di Finanza di Cosenza ha arrestato otto persone per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Il gruppo operava nel cosentino. Alcuni degli indagati reimpiegavano i proventi dello spaccio per attività di usura, con tassi d’interesse che arrivavano anche al 180% all’anno. I finanzieri hanno anche sequestrato dello stupefacente. Gli arrestati dell’Operazione Sherpa, effettuata oggi dalla Guardia di Finanza di Cosenza contro due distinti gruppi di spacciatori, sono Giuseppe Gagliardi, 40 anni, Francesco Candido, 35 anni, e Fabio Corrente, 36 anni, finiti in carcere. Ai domiciliari sono finiti invece Vito Pietro Corrente, 39 anni, Stefano Straface, 26 anni, Francesco Di Cianni, 24 anni, Pasquale Napoli, 23 anni, e Stefano Pisciotta, 30 anni. Con l’operazione Sherpa, la Guardia di finanza di Cosenza ha scoperto e smantellato due distinti gruppi di spacciatori, dediti al traffico di sostanze stupefacenti, soprattutto hashish, che si rifornivano sulle piazze di Cetraro e di Reggio Calabria, tramite alcuni studenti. Ed erano poi proprio gli studenti i loro clienti migliori. I due gruppi, che operavano a Rende e nella zona di via Popilia, a Cosenza, sono stati individuati grazie ad un cliente comune, che si riforniva da entrambi. Grazie anche a tecnologie satellitari, i due gruppi sono stati monitorati, scoprendo i loro contatti. Durante l’operazione sono stati sequestrati 5 panetti di hashish, per un peso complessivo di 500 grammi, un bilancino di precisione, 2 grammi di hashish e 4,6 grammi di marijuana. Perquisizioni sono state effettuate anche a Cetraro e a Bianchi.

«Tra gli arrestati, 5 sono incensurati», ha precisato in conferenza stampa il colonnello Giosuè Colella, comandante della guardia di finanza di Cosenza. «Alcuni di loro si erano poi dati all’usura, reimpiegando i proventi dello spaccio per piccoli prestiti, con tassi del 20% mensile e fino al 180% annuo, che poi venivano riscossi anche con minacce», ha detto ancora il colonnello, che ha precisato che «potrebbero anche esserci altri arresti». 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?