Salta al contenuto principale

Colpo al narcotraffico, presi tre calabresi
E spunta anche giro di mazzette per il fisco

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 12 secondi

REGGIO CALABRIA - Ci sono anche i calabresi Salvatore Palamara, Bruno Palamara e Antonio Talia, tutti della Locride, tra gli otto arresti della Guardia di Finanza di Roma che questa mattina ha fatto scattare un blitz contro un'organizzazione dedita al narcotraffico e alla truffa aggravata. Sedici, in totale, le persone indagate nell’operazione che ha impiegato 200 finanzieri tra il Lazio e la Calabria. Sarebbe un consulente del lavoro, Alessandro Grassi, l’uomo chiave del blitz scattato a seguito delle indagini, svolte dal Nucleo Polizia Tributaria della capitale e coordinate della locale Procura della Repubblica (sostituto procuratore Paolo Ielo e Luigi Fede). Grassi, insieme con altri complici, tra cui un funzionario dell'Agenzia delle Entrate ora in pensione, che è stato arrestato, avrebbe concusso l'imprenditore Tommaso Di Lernia, noto per essere stato coinvolto nell'inchiesta Enav-Finmeccanica in qualità di amministratore della Print Sistem Srl.
Nell'occasione Grassi e i suoi complici (di cui 4 arrestati), secondo gli inquirenti avrebbero predisposto tutto il necessario per trarre in inganno l'imprenditore, facendo apparire come veritiera la verifica fiscale. Il consulente del lavoro si sarebbe finto funzionario del fisco e, con i propri complici, avrebbe chiesto una tangente di 750 mila euro per "ammorbidire" il controllo. Gli indagati sembrerebbe stessero organizzando il trasporto di un grosso carico di cocaina (per il quale avevano già versato ai “narcos” un acconto di 700 mila euro), attraverso un aeromobile noleggiato che sarebbe dovuto giungere presso lo scalo romano di Ciampino.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?