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Pedofilia, no Procura generale
ad assoluzione ex primario

Calabria

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CATANZARO - La Procura generale di Catanzaro ha impugnato davanti alla Corte di cassazione la sentenza con cui, il 28 novembre scorso, la Corte d’appello di Catanzaro ha completamente assolto, con formula ampia un 73enne catanzarese, ex primario di ginecologia, imputato per «atti sessuali con minori infraquattordicenni» a danno di quattro parti offese, induzione alla prostituzione nei confronti di altri due minori di età compresa fra 14 e 16 anni; tentata induzione alla prostituzione per un settimo minore. Il sostituto procuratore generale, Raffaela Sforza, avute le motivazioni della sentenza del Collegio di secondo grado, ha proposto ricorso al Giudice supremo, chiamato adesso a emettere la pronuncia definitiva rispetto alla vicenda giudiziaria.
La Corte d’appello, a novembre, ha ribaltato la sentenza emessa in primo grado, il 5 ottobre del 2012, dal Tribunale collegiale che condannò l’imputato a sette anni di reclusione ed al risarcimento del danno alle parti civili, dopo aver modificato il primo e più grave capo d’accusa, che inizialmente era «violenza sessuale aggravata perchè compiuta nei confronti di minori di 14 anni e atti sessuali con minorenni», riformulandolo in quello sanzionato meno gravemente di soli «atti sessuali con minori infraquattordicenni», ed aver concesso all’imputato le attenuanti generiche – così che la pena inflitta risultò molto più bassa di quella chiesta dal pubblico ministero, che aveva sollecitato 16 anni di reclusione -. Molto tempo prima, e precisamente il 16 gennaio del 2004, il dottore finì in arresto, fra lo sconcerto di una città che conosceva il medico come uno stimato professionista. Ad arrestarlo furono gli uomini della Squadra mobile della Questura, che diedero esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dal pubblico ministero che poi non fu convalidato dal gip, il quale non ravvisò il pericolo di fuga, ma sottopose comunque l’indagato agli arresti domiciliari (il giudice revocò la misura il 19 maggio seguente). Le indagini partirono a seguito di un esposto, che indusse i poliziotti a sorvegliare il medico, raccogliendo elementi ritenuti significativi alla verifica della denuncia contro di lui. Questi, invece, si è fin da subito detto completamente innocente.

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