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Nuova bufera su Reggio tra "colletti bianchi"
Due avvocati in arresto. Indagato Suraci

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La Guardia di finanza di Reggio Calabria sta eseguendo una misura di custodia cautelare emessa nei confronti di 10 persone accusate, tra l’altro, di bancarotta fraudolenta ed estorsione. Per due avvocati sono stati disposti i domiciliari, secondo l’accusa avrebbero aiutato gli imprenditori a mettere in atto la bancarotta. Tra le persone coinvolte dal provvedimento figura anche l’ex consigliere comunale Dominique Suraci, già detenuto perchè arrestato lo scorso anno.

 
I NOMI - Oltre a Suraci, l'ordinanza di custodia cautelare riguarda Demetrio Serra, Francesco Creaco, Vincenzo Scarcella, Domenico Chirico, Fortunata Brunella Latella, Gaetano Tomasello, Gabriella Tomasello, Damiano Viglianisi, Antonino Latella. I due avvocati coinvolti sono Giuseppe Grillo e Girolamo Carlo Grillo.
LE ACCUSE - Secondo l’accusa Brunella Fortunata Latella, e il marito Gaetano Tomasello, attraverso due società di capitali formalmente estranee ma che sarebbero a loro riconducibili, avrebbero fatto valere crediti fittizi dinnanzia al Tribunale di Reggio Calabria in sede di concordato preventivo relativo alla Doc Market srl, al fine di ingannare i creditori ammessi alla procedura concorsuale. Sempre secondo l'accusa, la costituzione di 2 Newco sarebbe servita a schermare il mantenimento della gestione di fatto in capo a Brunella Fortunata Latella. Parte delle liquidità sottratte alle imprese sarebbero confluite in un fondo patrimoniale appositamente costituito.

Le  indagini dei finanzieri avrebbero permesso di accertare un ruolo attivo di noti professionisti reggini (avvocati e commercialisti) – autori degli «aggiustamenti» legali-contabili che hanno consentito la distrazione del patrimonio societario. Inoltre i finanzieri hanno accertato una vera e propria estorsione ai danni dei dipendenti. L’indagine delle Fiamme Gialle, infatti, è scaturita anche dalle numerose denunce dei lavoratori di alcuni supermercati del capoluogo reggino, presentate la scorsa estate, i quali lamentavano, da alcuni mesi, di non percepire lo stipendio e temevano il licenziamento. I soggetti coinvolti avrebbero costretto i dipendenti a consegnare o rinunciare a una quota dello stipendio mensile risultante dalla busta paga, in misura variabile per ciascuno dai 130 ai 230 euro mensili. L’indagine è stata coordinata dal procuratore facente funzioni Ottavio Sferlazza e dal sostituto Stefano Musolin

I GUAI GIUDIZIARI DI SURACI - Nel corso delle precedenti inchieste che avevano portato al suo arresto, Dominique Suraci è stato descritto dagli inquirenti il referente della cosca Tegano nel settore della grande distribuzione alimentare e l’interlocutore politico del clan.
Suraci era stato eletto nel 2007 con la lista Alleanza per Scopelliti collegata al candidato sindaco - poi eletto - Giuseppe Scopelliti, attuale presidente della Regione Calabria. E nel 2010 Suraci entrò anche nella giunta comunale per pochi mesi: dopo l'elezione alla Regione di Scopelliti, il sindaco facente funzioni - e oggi presidente della Provincia di Reggio - Giuseppe Raffa gli ha assegnato la delega alla Politiche comunitarie e alla cooperazione internazionale. All'epoca Suraci gravitava in quota "Noi Sud", il movimento politico promosso da Elio Belcastro. 
Nel ruolo di consigliere comunale, Suraci sempre secondo l'accusa, si sarebbe reso protagonista di un’azione volta a favorire gli interessi criminali del casato di 'ndrangheta, sfruttando il ruolo ricoperto e l’influenza esercitata all’interno di società miste quali la Multiservizi Spa, sciolta di recente per infiltrazioni mafiose. Ora, nei confronti dell'imprenditore ed esponente politico, questo nuovo ciclone giudiziario, che ruota attorno all'accusa di bancarotta fraudolenta ed estorsione.

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