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Accoltellano autista bus per un rimprovero
Arrestati padre e figlio nel vibonese

Calabria

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VIBO VALENTIA - Un richiamo visto come un affronto, come un'onta: «Ragazzi, non fate baccano lì in fondo». Una reazione spropositata, premeditata, e portata a termine da chi, quel richiamo, l'aveva subito. Scatta la vendetta che si consuma all'entrata di Mileto, nell'area ex stazione con l'accoltellamento della vittima. Che adesso si trova in prognosi riservata all'ospedale di Vibo, con un buco profondo all'addome. Tentato omicidio in concorso aggravato dai futili motivi e porto in luogo pubblico di arma bianca sono le pesanti accuse che la procura di Vibo Valentia, nella persona del sostituto Maria Gabriella Di Lauro, contesta a D.A, 16 anni, studente residente a Comparni, e al padre Antonio Arena, 50 anni, allevatore. Il primo si trova nella casa di prima accoglienza di Catanzaro, mentre il secondo nel penitenziario del capoluogo di provincia. Ad essere trafitto dalla lama che sarebbe stata scagliata proprio dal giovane è Massimiliano Mesiano, 34 anni, di Mileto. Il ferimento si è verificato nella giornata di ieri intorno alle 14 ma ha avuto un prologo qualche minuto prima sull'autobus che da Vibo arriva a Mileto pieno di studenti. E il 16enne viaggiava proprio sul mezzo in compagnia degli amici sedendo all'ultima fila. 

Come a volte avviene, quando l'unione fa la forza, si perde quasi ogni inibizione e si inizia ad uscire fuori dalle righe. E così è successo anche in questa occasione con il giovane e i suoi conoscenti che hanno iniziato ad agitarsi, alzare la voce e infastidire probabilmente gli altri. Mesiano, che era alla guida del veicolo, pare che in più occasioni abbia detto agi studenti scalmanati di smetterla di fare casino. Ma l'ennesimo richiamo questa volta ad alta voce, D.A. se l'è legato al dito. Quell'autista doveva pagarla per l'affronto che gli aveva fatto davanti a tutti. Lui è sceso normalmente alla fermata e, una volta arrivato a casa, ha raccontato tutto al padre Antonio che verosimilmente non ci ha visto più dalla rabbia. I due, pertanto, sono saliti a bordo della loro auto dirigendosi verso l'area dell'ex stazione nella quale sostano gli autobus. Il destino ha voluto che gli esecutori materiali e la vittima siano arrivati quasi in contemporanea. Il giovane ha indicato Mesiano al genitore. Questi ha impugnato un bastone e gli si è scaraventato contro. Botte da orbi interrotte solo in virtù dell'intervento di alcuni presenti che sono riusciti a dividere i due. Nonostante questo, D.A., che teneva in mano un coltello a serramanico di 9 centimetri, si è avvicinato al 34enne sferrandogli un colpo violento in pieno addome. Una ferita profonda che ha lesionato l'intestino. E nel parapiglia che ne è seguito padre e figlio sono riusciti a fuggire mentre i presenti hanno subito soccorso il giovane autista che è stato caricato di peso in un'auto privata e portato all'ospedale. Ma già a metà strada è stato preso in consegna dai sanitari del 118 precedentemente allertati con una telefonata alla centrale operativa. 
Arrivato al nosocomio cittadino, Mesiano è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per la ricostruzione di parte del condotto digerente, ma la prognosi, vista la gravità delle condizioni, non è stata sciolta. A condurre le indagini, i carabinieri della stazione della città normanna agli ordini del maresciallo Alessandro Demuru e coordinati dal capitano Diego Berlingieri, comandante della Compagnia di Vibo. Militari che sono riusciti, con non poca fatica, ma dimostrando determinazione, a rintracciare nonostante i pochi elementi probatori, l'identità dei due che sono stati individuati nel tardo pomeriggio nella loro abitazione e a rinvenire l'arma utilizzata per l’assurdo accoltellamento. 
L'assessore regionale ai Trasporti Luigi Fedele ha espresso solidarietà all’autista delle Ferrovie della Calabria vittima di un’aggressione. «Mi preme rivolgere – ha dichiarato l’assessore Fedele – la massima vicinanza e il pieno sostegno all’autista delle FdC, Massimo Mesiano, per l’ignobile gesto di violenza subito che deve essere condannato fermamente». «Il mio invito al dipendente delle Ferrovie della Calabria - ha aggiunto – è quello di continuare nel suo lavoro con la determinazione di sempre, riponendo la massima fiducia nell’azione delle forze dell’ordine».

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