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Corte dei conti, la procura calabrese
ha il doppio della produttività nazionale

Calabria

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CATANZARO – Danni erariali nella sanità e per la percezione irregolare di fondi europei, ma anche grande attenzione ai "carrozzoni" tutti calabresi quale l'Afor che, da solo, vanta un deficit finanziario di 150 milioni di euro. Sono questi i dati salienti emersi nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei conti calabresi, nel corso della quale è anche stato evidenziato come nel 2012 la produttività della Procura della Calabria della Corte dei conti è superiore al doppio della media nazionale. Analisi contenute nella relazione del procuratore regionale, Cristina Astraldi De Zorzi, durante la cerimonia alla quale hanno partecipato il Prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci; rappresentanti istituzionali, tra cui il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, ed i vertici delle forze dell’ordine. 

 «Nel corso del 2012 – ha detto Astraldi De Zorzi - l'attività della Procura di Catanzaro ha fatto registrare risultati eccellenti, essendo risultata la produttività molto elevata sia a livello locale che nazionale. In base ai dati riportati nella relazione del Procuratore generale, la produttività della Procura Calabria è risultata superiore al doppio della media nazionale. I risultati quantitativi e qualitativi conseguiti dalla Procura Calabria sono stati resi possibili malgrado la grave scopertura di organico del personale amministrativo, peraltro, diminuito di due unità nel secondo semestre del 2012». 
SPESA PUBBLICA. «L'attività di indagine della Procura di Catanzaro – ha proseguito – ha continuato ad essere indirizzata alla tutela della spesa pubblica, ponendo grande attenzione agli sprechi ed alla distrazione di denaro pubblico. Il settore della sanità, nel 2012, è stata oggetto di massima attenzione da parte della Procura contabile, come dimostrano sia i numerosi atti di citazione, sia i numerosi atti di appello». Nello specifico, «in materia sanitaria un dato positivo - ha detto il procuratore - si rileva nella spesa sanitaria in Calabria che, nell’anno 2012, ha fatto registrare un ulteriore miglioramento dei risultati economici, che hanno evidenziato una perdita minore di quella prevista che potrebbe essere coperta dal gettito fiscale ordinario senza ulteriori inasprimenti impositivi per le famiglie calabresi». 
«Nel corso del 2012 – ha aggiunto Astraldi De Zorzi – gli atti di citazione in materia sanitaria sono stati 20 e con essi è stato richiesto un importo di danno di quasi 3,5 milioni di euro. La maggior parte di essi è stata relativa a dirigenti medici di azienda sanitaria provinciale che, tra il 2004 ed il 2008, hanno indebitamente percepito indennità non spettanti per avere esercitato attività libero professionale intramuraria in studi privati in assenza della prescritta autorizzazione e per avere svolto attività extraistituzionali in carenza di autorizzazione, violando dolosamente il rapporto di esclusività con l’azienda sanitaria». «Nel settore della sanità – ha proseguito – l'attività di indagine è stata svolta d’iniziativa della Guardia di finanza e ha riguardato, in particolare, la corretta gestione dei capitoli di bilancio relativi al finanziamento del servizio sanitario regionale in Calabria, la corretta applicazione della normativa in materia di pagamento dei tickets per visite specialistiche, la realizzazione e la gestione in Calabria di un centro oncologico d’eccellenza e la gestione del servizio di guardia medica». 
L'AFOR. Tra le 3.801 vertenze aperte nel 2012 dalla Procura regionale della Corte dei Conti c'è quella relativa al «deficit di 150 milioni di euro nel bilancio dell’Afor, nonchè quelle numerosissime in materia di fondi comunitari, di indebita percezione di indennità da parte dei medici e di mancati riscossioni e versamenti». È quanto è emerso dalla relazione del Procuratore regionale. La Corte dei Conti ha rivolto particolare attenzione anche sul fronte dei fondi pubblici e comunitari. Nel 2012, infatti, il numero delle citazioni in materia di fondi comunitari è stato pari a 68, di cui 26 hanno riguardato i fondi Fesr, 23 i fondi Feoga e 19 quelli per la legge 488/92 con un incremento del 30% rispetto al 2011. «L'attività d’indagine – ha aggiunto Astraldi De Zorzi - diretta alla repressione delle frodi comunitarie su delega delle competenti Procura della Repubblica ha comportato l’accertamento di danni erariali per 8 milioni e 880 mila euro. Tra essi merita menzione l’atto di citazione a carico di due società che hanno indebitamente percepito fondi comunitari per l’importo totale di oltre 5 milioni di euro attraverso una pluralità di operazioni illecite».

FONDI REGIONE. L'indebita appropriazione di 266 mila euro da parte del presidente di un gruppo consiliare regionale della Calabria, di cui non viene fatto il nome, è citata nella relazione del Procuratore regionale. «Un dato di assoluta novità – ha detto Astraldi De Zorzi - riguarda un atto di citazione, relativo ad una fattispecie di responsabilità contabile, nei confronti di un consigliere regionale, per indebita appropriazione di 266 mila e 944 euro destinati alle spese di funzionamento del gruppo di cui questo consigliere era presidente».

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