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Chiesto il rinvio a giudizio per la Sarlo
Sotto esame la sua nomina all'Asp di Vibo

Calabria

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di TERESA ALOI
CATANZARO -  Quel posto da dirigente all'Azienda sanitaria di Vibo Valentia era stato sponsorizzato attraverso sms. Un messaggino chiaro sul quale si era concentrata l'attenzione dei magistrati. Taglia un secondo traguardo l'inchiesta a carico di Alessandra Sarlo attuale direttore generale del dipartimento Controlli della Regione Calabria, moglie del magistrato Vincenzo Giglio, il giudice che avrebbe fornito notizie riservate all'ex consigliere regionale Franco Morelli. 
Dopo la chiusura delle indagini, arrivata a metà febbraio scorso, a distanza di un mese esatto, i sostituti procuratori Gerardo Dominijanni e Domenico Guarascio hanno chiesto il rinvio a giudizio per  la dirigente. Ora, sulla richiesta dovrà pronunciarsi il giudice dell'udienza preliminare, al termine del confronto in aula.
Il provvedimento si riferisce a un secondo filone investigativo sulla Sarlo contro cui la Procura ipotizza il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio. Un primo fascicolo che riguarda la nomina a direttore generale  del dipartimento regionale si è già concluso con la richiesta di rinvio a giudizio per il governatore Giuseppe Scopelliti, per la vicepresidente Antonella Stasi e per l'assessore Domenico Tallini. Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, l' ipotesi accusatoria  carico dell'ex commissario dell'Azienda sanitaria di Vibo Valentia. Il fascicolo è stato trasferito negli uffici della procura del capoluogo dal   tribunale di Reggio Calabria che, nell'udienza del 19 luglio 2012 accogliendo l'istanza presentata dalla difesa della Sarlo, si   dichiarò incompatibile. Un trasferimento motivato dal fatto che il marito della Sarlo avrebbe avuto un ruolo nell'ipotesi di reato di corruzione contestato alla moglie ed essendo magistrato nel distretto di Reggio Calabria il caso  venne così  trasferito per competenza alla Procura catanzarese. Qui, sono stati  i pubblici ministeri Dominijanni e Guaraìscio  gli eredi dello stralcio d'indagine a carico della Sarlo, che faceva parte di una più vasta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano denominata “Infinito 3”, in cui è stato coinvolto anche il marito della donna, il giudice Vincenzo Giglio.  
Secondo l'accusa, originariamente elaborata dai  colleghi milanesi, grazie alle notizie riservate “passate” al consigliere regionale Franco Morelli la Sarlo avrebbe ottenuto la nomina ai vertici dell'Asp vibonese. Al centro dell'indagine della Direzione distrettuale antimafia  milanese, ci sono proprio i rapporti del consigliere regionale Morelli con Giglio (il 6 febbraio scorso, i giudici hanno condannato rispettivamente a 4 anni e 7 mesi di reclusione il primo, ed a 8 anni e 4 mesi il secondo). Il 10 aprile 2010, poco dopo l'elezione in consiglio regionale di Morelli, un sms mette i magistrati sulle piste delle nomine regionali: «Ti confesso un piccolo segreto: mia moglie fa parte della piccola cerchia di persone a cui piace lavorare molto. Perciò, quale che sia la destinazione, per favore, che sia un posto fortemente operativo e non di mera rappresentanza. Questo per la sua serenità e per il mio equilibrio interiore per cui invoco la solidarietà maschile. Grazie». 
Alessandra Sarlo  viene quindi nominata dalla giunta regionale, su proposta del governatore Scopelliti, commissario straordinario dell'Azienda sanitaria di Vibo Valentia. Ed  è proprio il marito magistrato ad annunciarlo all'amico consigliere sempre attraverso un sms: «Per il resto grande novità: pare che Ale sarà nominata commissario dell'Asp di Vibo Valentia. È un impegno preso direttamente e inaspettatamente dal governatore». Sms, intercettazioni che sono finite direttamente  nel fascicolo su cui i pm Dominijanni e Guarascio hanno lavorato per giungere alla richiesta di rinvio a giudizio ora trasmessa all'ufficio gip gup del tribunale del capoluogo catanzarese.   

CATANZARO -  Quel posto da dirigente all'Azienda sanitaria di Vibo Valentia era stato sponsorizzato con sms. Taglia un secondo traguardo l'inchiesta a carico di Alessandra Sarlo direttore generale del dipartimento Controlli della Regione Calabria, moglie del magistrato Vincenzo Giglio, il giudice che avrebbe fornito notizie riservate all'ex consigliere regionale Franco Morelli. Dopo la chiusura delle indagini, arrivata a metà febbraio scorso i sostituti procuratori Gerardo Dominijanni e Domenico Guarascio hanno chiesto il rinvio a giudizio per la dirigente. Ora, sulla richiesta dovrà pronunciarsi il giudice dell'udienza preliminare, al termine del confronto in aula.Il provvedimento si riferisce a un secondo filone investigativo sulla Sarlo contro cui la Procura ipotizza il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio. Un primo fascicolo che riguarda la nomina a direttore generale del dipartimento regionale si è già concluso con la richiesta di rinvio a giudizio per il governatore Giuseppe Scopelliti, per la vicepresidente Antonella Stasi e per l'assessore Domenico Tallini. Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, l'ipotesi accusatoria a carico dell'ex commissario dell'Asp di Vibo Valentia. Il fascicolo è stato trasferito negli uffici della procura del capoluogo dal tribunale di Reggio Calabria che, nell'udienza del 19 luglio 2012 accogliendo l'istanza presentata dalla difesa della Sarlo, si dichiarò incompatibile. Un trasferimento motivato dal fatto che il marito della Sarlo avrebbe avuto un ruolo nell'ipotesi di reato di corruzione contestato alla moglie ed essendo magistrato nel distretto di Reggio Calabria il caso venne trasferito per competenza alla Procura catanzarese. Il 10 aprile 2010, poco dopo l'elezione in consiglio regionale di Morelli, un sms di Giglio recita: «Ti confesso un piccolo segreto: mia moglie fa parte della piccola cerchia di persone a cui piace lavorare molto. Perciò, quale che sia la destinazione, per favore, che sia un posto fortemente operativo e non di mera rappresentanza. Questo per la sua serenità e per il mio equilibrio interiore per cui invoco la solidarietà maschile. Grazie». Alessandra Sarlo  viene quindi nominata dalla giunta regionale, su proposta del governatore Scopelliti, commissario straordinario dell'Asp di Vibo Valentia. Ed è proprio il marito magistrato ad annunciarlo all'amico consigliere sempre con sms: «Per il resto grande novità: pare che Ale sarà nominata commissario dell'Asp di Vibo Valentia. È un impegno preso direttamente e inaspettatamente dal governatore». 

SULL'EDIZIONE CARTACEA DE IL QUOTIDIANO IL SERVIZIO INTEGRALE A FIRMA DI TERESA ALOI SULL'INCHIESTA RIGUARDANTE ALESSANDRA SARLO

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