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Carceri, la rivoluzione è pronta: chiude Lamezia
Crotone, Laureana e Paola per la riabilitazione

Calabria

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CAMBIA la geografia delle carceri e ora il piano è pronto. Prevede una differenziazione degli istituti penitenziari, che, d’ora in poi, saranno caratterizzati sulla base della tipologia del detenuto, la sua pericolosità e la sua posizione giuridica. 

Prende così la luce il progetto "Circuiti regionali" messo a punto dal Dap, per trovare soluzioni al sovraffollamento, alle drammatiche condizioni di vita dei reclusi, e alle difficoltà lavorative, in tale contesto, del personale penitenziario, con uno sguardo al trattamento rieducativo e alle misure alternative. Oggi è stato presentato dal capo del Dap, Giovanni Tamburino, e prenderà il via in aprile dall’istituto di Carinola, in Campania, che diventerà una casa di reclusione per detenuti di media sicurezza, con la sperimentazione di una custodia attenuata. «Sarà un avvio graduale – ha spiegato il vice capo del Dap, Luigi Pagano - perchè serve tempo e un forte apporto dalla società esterna. Tutto questo porterà anche ad un aumento nella sicurezza». 

In Calabria, in particolare, il carcere di Catanzaro ospiterà in un nuovo padiglione (300 posti) detenuti di media sicurezza (ossia detenuti comuni), gli istituti di Crotone e Laureana di Borrello saranno destinati a custodia attenuata, così come l'istituto di Paola. Il penitenziario di Lamezia Terme sarà soppresso. 

VICINO ALLA FAMIGLIA - Quello presentato oggi, secondo il capo del Dap Tamburino, non è una «panacea», ma sicuramente «un passo avanti», di fronte a «insufficienze talvolta molto gravi del nostro sistema penitenziario che, purtroppo, hanno portato anche a condanne dell’Italia da parte della Corte europea». I nuovi circuiti differenziati, in particolare, prevedranno una sorta di regime aperto, con la possibilità per i detenuti di media sicurezza di passare il tempo in spazi comuni per la socializzazione; verrà previsto anche una maggiore attenzione «territoriale», ossia la possibilità per i reclusi di vivere in un carcere vicino alla famiglia.

LA SITUAZIONE NELLE ALTRE REGIONI - Questa la situazione delle altre regioni, che sarà delineata con la nuova geografia penitenziaria: in Abruzzo, il carcere di Sulmona sarà dedicato interamente ai detenuti di alta sicurezza (41 bis, criminalità organizzata e terrorismo), l'istituto di Vasto sarà destinato a casa lavoro, con una piccola sezione circondariale per gli arrestati, mentre a Pescara ci sarà un reparto a regime aperto, uno di osservazione psichiatrica e una sezione femminile. 

 In Basilicata, invece, sia a Potenza che a Matera saranno attivate sezioni a regime aperto, mentre per quanto riguarda la Campania, a Napoli Secondigliano sarà implementata la sezione di alta sicurezza e ridotta quella a media sicurezza; quest’ultima, invece, sarà aumentata a Santa Maria Capua Vetere e ad Avellino. L’istituto di Ariano Irpino sarà adibito solo alla media sicurezza, mentre, in futuro, quello di Benevento sarà destinato solo alla media sicurezza, previa l’individuazione di istituti a cui assegnare i detenuti in alta sicurezza. 

In Emilia Romagna, sarà implementata la presenza di detenuti alta sicurezza a Parma, che, invece, non saranno più reclusi in quello di Piacenza. I nuovi padiglioni da 160 posti a Modena e Piacenza saranno destinati alla media sicurezza. Nel Lazio, a Rebibbia nuovo complesso, i posti per l’alta sicurezza saranno ridotti a 50, e saranno previsti custodie attenuate a Rebibbia reclusione, Velletri e Rieti. A Frosinone verrà implementata l'alta sicurezza, che verrà invece chiusa a Civitavecchia, destinata a casa circondariale media sicurezza. In Liguria l'istituto di Chiavari sarà una cosa di reclusione con regime aperto, mentre in Lombardia, a Milano Opera verrà ridotta l'alta sicurezza di un centinaio di posti e implementata la media sicurezza. 

Gli istituti di Pavia (con polo psichiatrico), Monza e Vigevano (dove resta l’alta sicurezza femminile) saranno destinati alla media sicurezza, mentre il carcere di Voghera sarà adibito ad alta sicuerzza con una piccola sezione a media sicurezza. 

Nelle Marche, sarà dedicato a detenuti ad alta sicurezza il carcere di Fossombrone, mentre saranno destinati a custodia attenuata gli istituti di Ancona, Barcaglione e di Macerata Feltria. In Piemonte, verrà implementata l’alta sicurezza a Saluzzo, mentre in Puglia, le carceri di Altamura e la sezione Italia di Trani verranno adibite a custodia attenuata e sarà prevista una sezione di reclusione a Lecce. In Sardegna, verranno chiuse le carceri di Iglesias e Macomer, mentre saranno case di reclusione ad alta sicurezza gli istituti di Tempio Pausania e Oristano. I nuovi istituti di Cagliari e Sassari ospiteranno invece i detenuti in media sicurezza e in 41 bis. Una custodia a regime attenuato sarà avviata ad Alghero. In Sicilia, verranno soppressi gli istituti di Mistretta, Modica e Nicosia, e chiuse le sezioni femminili di Enna, Ragusa, Agrigento, Trapani e Palermo Pagliarelli. Il nuovo padiglione di Catania Bicocca sarà destinato alla media sicurezza e un polo femminile verrà istituito a Palermo Ucciardone. A Palermo Pagliarelli sarà implementata l’alta sicurezza dei giudicabili e il nuovo padiglione destinato alla media sicurezza. In Toscana il carcere di Volterra sarà destinato alla media sicurezza, mentre San Gimignano avrà una vocazione prettamente ad alta sicurezza. 

Ai detenuti più pericolosi sarà destinato il nuovo padiglione di Livorno e Gorgona sarà qualificata come sezione distaccata di Livorno. Soppressi gli istituti di Grosseto ed Empoli (quest’ultimo solo quando sarà disponibile Mont. Fiorentino. Nel triveneto, verrà chiuso il carcere di Gorizia, mentre Tolmezzo sarà adibito all’alta sicurezza. Custodia attenuata a Vicenza e Verona. In Umbria, infine, il nuovo padiglione dell’istituto di Terni sarà adibito a media sicurezza e Orvieto avrà la custodia attenuata.

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