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Emergenza rifiuti, un buco da 204 milioni
I conti del commissariato riservano sorprese

Calabria

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4 minuti 48 secondi

 

di ANDREANA ILLIANO
catanzaro -  L’emergenza rifiuti è una polveriera pronta ad esplodere, non solo perchè sono da raccogliere ad oggi circa 800 tonnellate di spazzatura che continuano ad emigrare in Puglia. Per la prima volta abbiamo i numeri, le cifre di sedici anni di gestione straordinaria che non hanno creato alcun sistema virtuoso di riciclo della spazzatura. Dati (debiti e crediti, resi pubblici per la prima volta) che saranno ereditati dalla Regione, perchè il commissariamento è finito: il settore, da qui a pochissimo (si attende la pubblicazione sulla Gazzetta), passerà all’assessorato all’Ambiente di Palazzo Alemanni. 
Per capire a quanto ammonta il buco nero, creato in questi anni, basti pensare che solo il contenzioso tra i privati e l’ente straordinario ammonta a 204 milioni e 600mila euro. Un bubbone, una grana che non si sa come risolvere: la cifra è  enorme. Di questa somma il credito più esoso è quello di Veolia, la multinazionale francese che ha fatto le valigie ed è andata via dalla Calabria lo scorso 23 novembre, ebbene la società deve avere dal commissario straordinario ben  90 milioni di euro. A dire il vero era stata anche proposta una transazione di 20 milioni, ma l’allora commissario Goffredo Sottile preferì soprassedere e, secondo la Protezione Civile, in tal caso,  fu fatto un errore di valutazione insomma la transazione avrebbe potuto sciogliere quel nodo e adesso la voce “contenzioso” sarebbe di certo di importo minore. Così non è. 
Veolia non è una società da poco, in Calabria ha gestito i rifiuti e il ciclo delle acque, ha avuto le chiavi del termovalorizzatore di Gioia Tauro e, dal 2007, è nel business della spazzatura, ma adesso dell’Italia non vuol saper più nulla, in cinque anni ha perduto, «quasi 200 milioni di euro, oltre ai costi di acquisizione iniziali», pari a oltre 100 milioni. Con questi presupposti è chiaro che i 90 milioni dalla Calabria ormai Veolia li vorrà e potrebbe anche non accettare più transazioni.
Ma il contenzioso non è l’unica voce  che fa rabbrividire, in questi anni il costo del personale comandato, quelli dei co.coco., le spese di noleggio, le auto blu e la benzina sono costati 52 milioni e 474mila euro, soldi che non  piovono dall’alto, ma che sono una voce sui conti dei contribuenti calabresi. 
Insomma in questo lasso di tempo,  anche per il personale si è andati avanti con contratti a termine tra segreterie e pseudo esperti ed è stato uno spreco che fa assomigliare l’ufficio ad una sorta di carrozzone clientelare. 
Le uscite del settore commissariale ammontano a 993 milioni e 270mila euro, in questa cifra non è incluso il contenzioso bensì le spese di gestione della depurazione (31 milioni), quelle per la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani (402 milioni e 178mila euro); c’è anche una voce importante che è quella degli investimenti che ammontano a 145 milioni e 760mila euro nel settore della spazzatura, mentre in quello della depurazione a 323 milioni di euro. 
Il commissariamento ha avuto in questi anni naturalmente anche delle notevoli entrate. Solo di trasferimenti statali la cifra ammonta a 373.214.972, ci sono poi i fondi che arrivano dalla Regione che sono 52 milioni e 479mila euro, a questi si aggiungono i finanziamenti comunitari (187 milioni di euro), quelli della tariffa Rsu (374 milioni di euro), quelli della tariffa per la depurazione (82 milioni), quelli dei trasferimenti degli enti locali (quattro milioni e poco più, ma molti Comuni non pagano). La Regione Calabria per venire incontro alle emergenze ha anche anticipato delle cifre in questi anni, per esempio quella di oltre due milioni di euro e deve avere dai Comuni per la tariffa della depurazione 7 milioni e 362mila euro, per i rifiuti 177 milioni e 454mila euro. Il commissariamento spende due volte più di quanto ha in bilancio.

CATANZARO - L’emergenza rifiuti è una polveriera pronta ad esplodere, non solo perchè sono da raccogliere ad oggi circa 800 tonnellate di spazzatura che continuano ad emigrare in Puglia. Per la prima volta abbiamo i numeri, le cifre di sedici anni di gestione straordinaria che non hanno creato alcun sistema virtuoso di riciclo della spazzatura. Dati che saranno ereditati dalla Regione, perchè il commissariamento è finito: il settore, da qui a pochissimo, passerà all’assessorato all’Ambiente di Palazzo Alemanni. Per capire a quanto ammonta il buco nero, creato in questi anni, basti pensare che solo il contenzioso tra i privati e l’ente straordinario ammonta a 204 milioni e 600mila euro. Di questa somma il credito più esoso è quello di Veolia, la multinazionale francese che ha fatto le valigie ed è andata via dalla Calabria lo scorso 23 novembre, ebbene la società deve avere dal commissario straordinario ben 90 milioni di euro. A dire il vero era stata anche proposta una transazione di 20 milioni, ma l’allora commissario Goffredo Sottile preferì soprassedere e, secondo la Protezione Civile, in tal caso, fu fatto un errore di valutazione insomma la transazione avrebbe potuto sciogliere quel nodo e adesso la voce “contenzioso” sarebbe di certo di importo minore. Ma il contenzioso non è l’unica voce che fa rabbrividire, in questi anni il costo del personale comandato, quelli dei co.coco., le spese di noleggio, le auto blu e la benzina sono costati 52 milioni e 474mila euro. Il commissariamento spende due volte più di quanto ha in bilancio. Come se ciò non bastasse non è mai stata realizzata in sedici anni di commissariamento una discarica pubblica, così tutto il sistema è rimasto affidato ai privati.

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