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Vertici della banca di San Marino sotto processo
per i legami con la cosca Mancuso del Vibonese

Calabria

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CATANZARO – Quarantuno persone, tra cui i vertici della Banca Credito Sammarinese, sono state rinviate a giudizio nell’inchiesta della Dda di Catanzaro contro la cosca della 'ndrangheta dei Mancuso. Il Gup, Maria Rosaria Di Girolamo, ha disposto l’inizio del processo per il 19 giugno 2013. È stato disposto anche il processo abbreviato per il componente del consiglio d’amministrazione della Banca, Graziella Zemiti; Edoardo Mori, Orlando Lucà, Rocco Femia, Nicola Lucà e Pietro Daidone. Il processo abbreviato per i sei indagati inizierà il 10 maggio prossimo. 

L’istituto di credito di San Marino, ora liquidato, sarebbe stato al centro di un vorticoso giro di riciclaggio del denaro sporco frutto del circuito di narcotraffico alimentato dal potentissimo broker della cocaina Vincenzo Barbieri, ucciso il 21 marzo del 2011 a San Calogero. Il gruppo criminale che orbitava attorno al narcos avrebbe perfino tentato la scalata al Credito Sammarinese. Le indagini condotte dai pm Curcio e Petrolo s’innestano nel solco dei primi due tronconi del procedimento “Decollo”, che nel gennaio del 2004 porto ad una delle operazioni antidroga più importanti di tutti i tempi. I magistrati, rileggendo il vecchio compendio probatorio, avevano continuato le indagini passando dal narcotraffico vero e proprio al riciclaggio del denaro, studiandone i canali di smistamento e facendo luce sulle società di copertura del gruppo Barbieri che avevano monopolizzato il mercato.

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