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La sua impresa interdetta per mafia dal prefetto
Si autosospende assessore provinciale reggino

Calabria

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reggio calabria -  E’ stato presentato il ricorso contro l’interdizione per mafia della ditta dell’assessore provinciale di Reggio Calabria, Gaetano Rao. E nella serata di ieri, dopo la notizia diffusa dal Quotidiano, l’uomo dell’esecutivo di palazzo Foti ha deciso di autosospendersi dall’incarico. A questo punto sarà il presidente Giuseppe Raffa ad assumere le deleghe di Rao: agricoltura, caccia, pesca, emigrazione e immigrazione. 
 La ditta individuale “Agrumi G.R” aveva preso parte ad un bando regionale. A quel punto il dipartimento agricoltura, foreste e forestazione aveva chiesto una informazione antimafia alla prefettura reggina. Per il prefetto Vittorio Piscitelli, sulla scorta degli elementi acquisiti dalle forze dell’ordine, aveva ritenuto sussistente “il pericolo di tentativi di infiltrazioni mafiose nell’ambito dell’impresa”.
 Ed inoltre il titolare dell’azienda, Gaetano Rao, aveva rapporti di parentela e contatti con esponenti della cosca Pesce di Rosarno. «E’ emerso - aveva scritto il prefetto - nei confronti del titolare in oggetto (Gaetano Rao, ndr) un complesso e ramificato quadro di pregiudizi penali, legami parentali e relazionali con persone contigue a cosca mafiosa». 
Da qui la decisione della prefettura di interdire per mafia la ditta di Rao. E di conseguenza il dipartimento della Regione aveva provveduto alla revoca del finanziamento che era stato concesso alla “Agrumi G.R.” 
«Il provvedimento della Prefettura di Reggio Calabria del 14 gennaio 2013 avente ad oggetto informazione ai sensi dell’art.10 Dpr n. 252/1998 emesso nei confronti della impresa individuale Agrumi G.R. di Rosarno, in persona del legale rappresentante Rao Gaetano - sottolinea il procuratore giudiziale e difensore dell’azienda dell’assessore della giunta di Giuseppe Raffa, Oreste Morcavallo -  è stato impugnato con ricorso al Tar di Reggio Calabria ritualmente notificato e depositato. Con il ricorso è stata chiesta la sospensione del provvedimento impugnato e per il giorno 10 aprile è stata fissata l’udienza di discussione. Le motivazioni del ricorso sono varie ed articolate e si riassumono nella carenza di motivazione, nell’eccesso di potere per difetto di istruttoria, nella assoluta erroneità dei presupposti e nel travisamento dei fatti e mirano all’annullamento del provvedimento prefettizio. Per quanto riguarda il  bando regionale del dipartimento dell’agricoltura va specificato che la Regione ha solo avviato il procedimento di revoca del finanziamento ottenuto dalla impresa agricola e del signor Gaetano Rao che, ovviamente, è subordinato all’esito del giudizio amministrativo che ho proposto. Noi siamo perfettamente fiduciosi - conclude l’avvocato Morcavallo - che la adamantina condotta personale e imprenditoriale del signor Rao e dell’impresa verrà accertata dal Tribunale Amministrativo Regionale che, sulla scorta della documentazione allegata e dei precedenti giurisprudenziali univoci, confermerà il prestigio e l’onorabilità acquisiti dal signor Rao e dalla sua impresa nell’ambito sociale, imprenditoriale e politico».  
Nella serata di ieri il presidente Raffa ha comunicato la decisione da parte del suo uomo di giunta di autosospendersi. «Prendo atto della decisione dell’assessore Gaetano Rao di autosospendersi dall’attività istituzionale ed assumo  da subito le deleghe  fino ad oggi  di sua competenza - spiega Raffa - Quella di Rao, senz’altro, è una decisione responsabile, tesa a salvaguardare l’immagine della Provincia e per evitare eventuali speculazioni di natura politica e personale.  Resto in fiduciosa attesa dell’evoluzione dei procedimenti amministrativi che, prossimamente, dovranno essere assunti dalla competente autorità. Sento il dovere di evidenziare che l’assessore Rao, fino ad oggi, ha dimostrato capacità amministrativa  e,  sulla scia  dell’impronta  di legalità che ho conferito all’Ente che presiedo,  si è contraddistinto  nella rigorosa gestione dei settori di sua competenza,  avviando percorsi amministrativi virtuosi e recuperando risorse pubbliche».

REGGIO CALABRIA -  E’ stato presentato il ricorso contro l’interdizione per mafia della ditta dell’assessore provinciale di Reggio Calabria, Gaetano Rao. E nella serata di ieri, dopo la notizia diffusa dal Quotidiano, l’uomo dell’esecutivo di palazzo Foti ha deciso di autosospendersi dall’incarico. A questo punto sarà il presidente Giuseppe Raffa ad assumere le deleghe di Rao: agricoltura, caccia, pesca, emigrazione e immigrazione.  

 

La ditta individuale “Agrumi G.R” aveva preso parte ad un bando regionale. A quel punto il dipartimento agricoltura, foreste e forestazione aveva chiesto una informazione antimafia alla prefettura reggina. Per il prefetto Vittorio Piscitelli, sulla scorta degli elementi acquisiti dalle forze dell’ordine, aveva ritenuto sussistente “il pericolo di tentativi di infiltrazioni mafiose nell’ambito dell’impresa”. Ed inoltre il titolare dell’azienda, Gaetano Rao, aveva rapporti di parentela e contatti con esponenti della cosca Pesce di Rosarno. «E’ emerso - aveva scritto il prefetto - nei confronti del titolare in oggetto (Gaetano Rao, ndr) un complesso e ramificato quadro di pregiudizi penali, legami parentali e relazionali con persone contigue a cosca mafiosa». 

Da qui la decisione della prefettura di interdire per mafia la ditta di Rao. E di conseguenza il dipartimento della Regione aveva provveduto alla revoca del finanziamento che era stato concesso alla “Agrumi G.R.” «Il provvedimento della Prefettura di Reggio Calabria del 14 gennaio 2013 avente ad oggetto informazione ai sensi dell’art.10 Dpr n. 252/1998 emesso nei confronti della impresa individuale Agrumi G.R. di Rosarno, in persona del legale rappresentante Rao Gaetano - sottolinea il procuratore giudiziale e difensore dell’azienda dell’assessore della giunta di Giuseppe Raffa, Oreste Morcavallo -  è stato impugnato con ricorso al Tar di Reggio Calabria ritualmente notificato e depositato. Con il ricorso è stata chiesta la sospensione del provvedimento impugnato e per il giorno 10 aprile è stata fissata l’udienza di discussione. Le motivazioni del ricorso sono varie ed articolate e si riassumono nella carenza di motivazione, nell’eccesso di potere per difetto di istruttoria, nella assoluta erroneità dei presupposti e nel travisamento dei fatti e mirano all’annullamento del provvedimento prefettizio. Per quanto riguarda il  bando regionale del dipartimento dell’agricoltura va specificato che la Regione ha solo avviato il procedimento di revoca del finanziamento ottenuto dalla impresa agricola e del signor Gaetano Rao che, ovviamente, è subordinato all’esito del giudizio amministrativo che ho proposto. Noi siamo perfettamente fiduciosi - conclude l’avvocato Morcavallo - che la adamantina condotta personale e imprenditoriale del signor Rao e dell’impresa verrà accertata dal Tribunale Amministrativo Regionale che, sulla scorta della documentazione allegata e dei precedenti giurisprudenziali univoci, confermerà il prestigio e l’onorabilità acquisiti dal signor Rao e dalla sua impresa nell’ambito sociale, imprenditoriale e politico».  

Nella serata di ieri il presidente Raffa ha comunicato la decisione da parte del suo uomo di giunta di autosospendersi. «Prendo atto della decisione dell’assessore Gaetano Rao di autosospendersi dall’attività istituzionale ed assumo  da subito le deleghe  fino ad oggi  di sua competenza - spiega Raffa - Quella di Rao, senz’altro, è una decisione responsabile, tesa a salvaguardare l’immagine della Provincia e per evitare eventuali speculazioni di natura politica e personale.  Resto in fiduciosa attesa dell’evoluzione dei procedimenti amministrativi che, prossimamente, dovranno essere assunti dalla competente autorità. Sento il dovere di evidenziare che l’assessore Rao, fino ad oggi, ha dimostrato capacità amministrativa  e,  sulla scia  dell’impronta  di legalità che ho conferito all’Ente che presiedo,  si è contraddistinto  nella rigorosa gestione dei settori di sua competenza,  avviando percorsi amministrativi virtuosi e recuperando risorse pubbliche».

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