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Bombe a Boston, una soccorritrice calabrese
«E' stato orribile, correre non sarà più lo stesso»

Calabria

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BOSTON - «Sono molto felice di sapere che tutti i miei amici corridori e le loro famiglie sono sani e salvi è stato orribile e sono in shock. Correre per me non sarà più lo stesso!». Lo ha scritto sul suo profilo Facebook Dafne Cardamone, giovane calabrese che lavora alla Boston University School of Medicine. La donna, originaria della frazione Jevoli di Feroleto Antico, è tra i volontari che ieri hanno prestato soccorso ai podisti coinvolti nella duplice esplosione che ha causato la morte e il ferimento di decine di persone alla gara podistica di Boston. Dafne Cardamone, che vive in America per motivi di lavoro, dopo aver conseguito la laurea all’Università a Torino, ha ottenuto il dottorato di ricerca all’Università di San Diego (California). Appassionata di corsa, ieri era nei pressi dell’arrivo nei momenti tragici dell’esplosione. Subito dopo, non ha esitato ad aiutare le persone rimaste ferite a seguito delle deflagrazioni. «Non stavo correndo la maratona - ha raccontato in seguito contattata dall'Ansa - ero tra i volontari del mio team Somerville Road Runner a distribuire acqua al chilometro 30 a Newton lontano 12 chilometri dal luogo dell’esplosione. Quando ci sono state le esplosioni – ha aggiunto – tutto si è fermato. Abbiamo subito cercato di rintracciare le persone che conoscevamo e io ho fatto sapere che stavo bene. Un corridore si è fermato vicino a noi, era italiano. Dopo mi ha detto che era Antonio Mascolo. Gli ho spiegato cosa era successo e l’ho aiutato a ritornare in albergo e ho fatto così con altre due miei amici. Ho fatto quello che tutti avrebbero fatto e che hanno fatto in una situazione del genere».  

 I suoi genitori, il padre, insegnante in pensione, e la madre, impiegata presso il comune di Feroleto, vivono ancora in Calabria a Jevoli. Venuto a conoscenza dell'accaduto il sindaco di Feroleto, Pietro Fazio ha espresso il plauso proprio e della città per il gesto compiuto dalla sua concittadina. La ragazza ha due fratelli, uno ingegnere e l’altro studente di medicina all’università di Torino. La stessa strada seguita da Dafne che dopo gli studi in Piemonte si è trasferita a Boston per un master e poi vi è rimasta.

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