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Bancarotta e truffe, sequestrati beni per 6 milioni
Lamezia, il tribunale dispone misure per 7 persone

Calabria

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LAMEZIA TERME (CZ) – La Guardia di finanza ha eseguito 7 misure cautelari, tra cui arresti e obblighi di firma, a carico di altrettanti imprenditori di Lamezia Terme accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta e truffa aggravata. Tra gli indagati figura anche il vice sindaco di Gizzeria che è stato arrestato ai domiciliari. L’inchiesta che ha portato all’emissione delle misure è stata condotta dalla Procura della Repubblica di Lamezia. Sono stati anche sequestrati beni per un valore di sei milioni di euro, tra cui terreni, fabbricati, quote societarie ed automezzi. L'importo dei beni riconducibili ai sette indagati di cui è stato disposto il sequestro equivale alle imposte evase dagli indagati in materia di Iva e Irpef. Alle persone a carico delle quali sono state emesse le misure cautelari vengono contestati, oltre che la bancarotta fraudolenta e la truffa, anche l’emissione di una serie di fatturazioni per operazioni inesistenti. Le imprese di cui sono titolari i sette indagati lavorano nel settore dell’autotrasporto. Le indagini sono state avviate dopo il fallimento, dichiarato nel 2010, della Poliservice. I finanzieri del Gruppo di Lamezia hanno accertato che la società era stata costituita ad hoc nel 2008 per consentire alle altre, riconducibili ad un ristretto nucleo familiare, di conseguire illeciti risparmi di imposte e contributi previdenziali e assistenziali, per poi essere destinata, a causa degli ingenti debiti erariali accumulati, al fallimento per insolvenza, dopo aver distratto il patrimonio e i ricavi e avere creato passività per quasi quattro milioni di euro. Il sistema utilizzato, secondo l’accusa, era quello della stipula di contratti di «associazione in partecipazione» tra la Poliservice e le altre imprese, che avevano licenziato formalmente quasi tutti i loro dipendenti per farli assumere, “sulla carta», dalla prima. Quest’ultima impiegava lo stesso personale, circa 300 dipendenti, nelle attività lavorative svolte dalle altre società. In realtà, secondo l’accusa, i dipendenti continuavano ad essere gestiti, e in alcuni casi remunerati, direttamente dalle imprese di provenienza.   Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 74 fabbricati, 93 terreni, 195 mezzi, quote societarie e disponibilità finanziarie per quasi sei milioni di euro.   «Per la prima volta – ha detto il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Domenico Prestinenzi – è stato applicato il sequestro per equivalente che consente di sottrarre alle disponibilità delle persone indagate beni rapportati al danno cagionato all’erario». 

Questi gli arrestati:

  1. Luigi Barbagallo, amministratore della società Poliservice, agli arresti domiciliari
  2. Francesco Argento (cl. 65), con obbligo di dimora
  3. Francesco Argento (cl. 47), agli arresti domiciliari (vice sindaco di Gizzeria)
  4. Alfredo Argento (cl. 40) con obbligo di dimora
  5. Michelino Argento, con obbligo di dimora
  6. Domenico Cerra, con obbligo di dimora
  7. Carmelino Scaliste, commercialista, agli arresti domiciliari

 

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