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Mercure, Cgil-Cisl-Uil al Parco del Pollino
«Ritiri il ricorso, centinaia di posti a rischio»

Calabria

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LAINO BORGO (CS) – I direttivi regionali di Cgil, Cisl e Uil della Calabria si sono riuniti ieri 23 maggio 2013 a Lamezia Terme alla presenza dei segretari generali Gravano, Tramonti e Castagna per programmare le future iniziative in favore del lavoro e dell’occupazione, che culmineranno con la manifestazione nazionale del 22 giugno a Roma ed hanno esaminato, tra le altre cose, anche la questione che riguarda la Centrale del Mercure di Laino Borgo.   «Per una beffarda coincidenza, proprio il giorno prima – è scritto in una nota – della grande manifestazione romana, la centrale del Mercure rischia di mettere la parola fine ad un investimento di circa novanta milioni già totalmente speso e, cosa ancora più grave, in un momento come questo, di mettere la parola fine anche all’occupazione di centinaia di lavoratori diretti e dell’indotto ed altre centinaia del settore legno e del trasporto. Il 21 giugno è prevista, infatti, la sentenza del Tar Calabria che si esprimerà sull'ennesimo ricorso presentato, questa volta dal Parco del Pollino, su un vizio di forma, che sarebbe stato seguito nella Conferenza dei Servizi, che ha dato l’autorizzazione definitiva alla riconversione della centrale, per la produzione di energia da olio combustibile denso e biomasse da legno vergine».   «Ricordiamo – prosegue la nota – che la produzione di energia da fonti rinnovabili è da ritenersi tra le più compatibili con l’ambiente, tanto è vero che le aziende interessate ricevono incentivi statali e comunitari. Un vizio di forma, quindi e non un problema ambientale o di sicurezza, problematiche verso le quali il Sindacato pone la massima attenzione per la salute dei lavoratori e dei cittadini. Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, in perfetta simbiosi con le segreterie del territorio e quelle di categoria, chiedono al presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, un atto di grande responsabilità e lo invitano a voler ritirare il ricorso presentato, che rischia di produrre ulteriori drammatici danni alla già tanto critica situazione occupazionale calabrese».

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