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Corigliano, oltre 20 coltellate sul corpo di Fabiana
Minuto di silenzio chiesto dalla Boldrini alla Camera

Calabria

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CORIGLIANO (CS) - Ha sofferto Fabiana. La sua è stata una morte orribile. Percorsa dalla sedicenne studentessa di Corigliano in piena lucidità. Sono questi i macabri particolari che emergono dall'interrogatorio di Davide, il ragazzo di 17 anni accusato dell'omicidio della ragazza in memoria della quale l'aula della Camera ha osservato un minuto di silenzio chiesto dalla presidente, Laura Boldrini, per ricordare la giovane «e tutte coloro che come lei sono state uccise». Secondo quanto trapela, infatti, la ragazza, benchè ferita da diverse coltellate, ha reagito sino all’ultimo per sottrarsi alla morte. Quando si è resa conto che il ragazzo intendeva bruciarla, secondo quanto avrebbe riferito lo stesso diciassettenne, lei si è alzata e gli si è buttata addosso, cercando di versare per terra il contenuto della tanica. Poi, probabilmente perchè indebolita dalle coltellate, è ricaduta a terra ed il giovane le ha dato fuoco. Una ricostruzione drammatica, che rende ancora più cruda una morte già orribile. Una ricostruzione che potrà trovare conferma nell'autopsia fissata per oggi.

L'AUTOPSIA. E in relazione alle coltellate ricevute gli esiti dell'autopsia hanno evidenziato come Fabiana sia stata colpita con oltre 20 coltellate. Dall’esame, inoltre, è emerso come sia probabile, ma ancora non del tutto sicuro, che la giovane fosse viva quanto è stata bruciata, la certezza potrà venire solo con ulteriori analisi. In particolare, l'autopsia, effettuata nell’ospedale di Corigliano Calabro, ha evidenziato che le coltellate, alcune profonde, sono state inferte al torace, all’addome ed alla schiena della ragazza. Nessuna di queste è risultata mortale, tanto che per i periti è probabile che la giovane, così come raccontato dal ragazzo nell’interrogatorio, fosse viva nel momento in cui è stata bruciata. I medici legali, comunque, si sono presi 40 giorni per il deposito della perizia definitiva.

LA MADRE DI FABIANA. Per questa morte orribile che la madre chiede giustizia. lo ha detto  all'arcivescovo di Rossano Cariati, monsignore Santo Marcianò, che questa mattina ha incontrato i genitori della sedicenne: «Mia figlia ha il diritto di avere giustizia». Poche parole, per indicare probabilmente la sua unica ragione di vita dopo la morte del suo "cucciolo". Ma la madre di Fabiana ha trovato anche la forza e il coraggio, secondo quanto è trapelato, di andare oltre la tragedia, con un messaggio di grande forza nei confronti del carnefice della figlia: «Anche lui è una vittima». Conversando con mons. Marcianò, la mamma della sedicenne uccisa ha aggiunto che «in questo momento abbiamo bisogno di sentire l’affetto della gente. Non vogliamo sentirci soli». I genitori della ragazza, pur essendo testimoni di Geova, hanno accettato di ricevere mons. Marcianò. Il padre della ragazza accogliendo in casa l’arcivescovo lo ha abbracciato e gli ha detto che «mi ha fatto piacere ricevere la sua visita. Noi ci incontriamo sul valore della vita». Frasi brevissime, sussurrate tra una lacrima e un grido di dolore. In una sofferenza atroce. 

IL CORTEO DEGLI AMICI. Uno strazio, poco dopo, la scena della madre di Fabiana che accoglie il lungo corteo che ha sfilato per le vie della città, prima di raggiungere la casa della ragazzina. Un dolore immenso per tutta la comunità. L'urlo della donna, sorretta da familiari e dalle amiche della figlia è stato una coltellata al cuore: «Fabiana quanta gente ti voleva bene, solo uno ti odiava». Il corteo è stato organizzato dagli studenti che hanno deciso di sospendere le lezioni per oggi. Sono partiti dall’istituto tecnico-commerciale Luigi Palma, che era la scuola frequentata dalla ragazza, e hanno raggiunto la casa della famiglia di Fabiana. In testa a tutti uno striscione sul quale i ragazzi hanno scritto: «16 anni per sempre...riposa in pace piccolo angelo». Sono tanti i messaggi che i coetanei della giovane hanno voluto lanciare attraverso striscione e cartelli: «La tua storia meritava più ascolto». E ancora: «Puoi raggiungere solo adesso la tua meta quel mondo diverso che non trovavi mai. Solo che non doveva andare così, solo che ora siamo tutti un pò più soli». Tutti i ragazzi presenti alla marcia hanno indossato un nastro rosso:  «Il rosso – ha spiegato uno degli studenti – è il colore dell’amore, quello che vogliano dimostrare nei confronti di Fabiana indossando questo nastro». Davanti al corteo anche una ragazza con un bouquet di fiori che è stato deposto all’imbocco della stradina alla fine della quale è stato trovato il cadavere di Fabiana. Nello stesso punto, dove il corteo ha sostato alcuni minuti, sono stati lasciati anche alcuni palloncini bianchi a forma di cuore.

LA MADRE DI DAVIDE. La mamma del diciassette sottoposto a fermo per l’omicidio di Fabiana «porta dentro di se un grande dolore per la scomparsa di una ragazza che conosceva, un dolore che solo un genitore può capire». E' quanto trapela dagli ambienti vicini alla famiglia del ragazzo. Un giovane, si sottolinea che «ha ottimi voti a scuola, tanto che è il migliore della classe», è incensurato e non ha mai avuto a che fare con la giustizia. 

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