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Rifiuti, sciopero dei dipendenti della Daneco
Paralizzata la raccolta, Pugliano: «Irresponsabili»

Calabria

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CATANZARO - Hanno bloccato gli impianti dei rifiuti di Alli, Pianopoli e San Pietro Lametino, autoconvocandosi davanti la Prefettura di Catanzaro e suscitando le ire dell'assessore all'Ambiente della Regione, Francesco Pugliano. E' questa l'ennesima protesta dei lavoratori della società Daneco che gestisce le tre strutture e che rischia di paralizzare, un'altra volta, il sistema dei rifiuti in Calabria visto che le tre discariche servono un'ampia fetta del territorio regionale, con particolare riferimento alle provincie di Catanzaro e Vibo oltre che alcuni comuni del Crotonese, del Reggino e del basso Cosentino. Una cinquantina i dipendenti della Daneco che hanno presidiato il palazzo del Governo, a Catanzaro, prima che una delegazione dei sindacati venisse ricevuta dal prefetto Antonio Reppucci. E' stato lo stesso prefetto a provare a scongiurare la manifestazione di protesta, avviando sin da ieri sera una mediazione. 

I lavoratori, però, non hanno voluto sentire ragione. Lamentano intanto ritardi nei pagamenti degli stipendi, con una situazione che sarebbe cronica. A questo aggiungono anche le condizioni di lavoro che, a loro dire, non sarebbero adeguate. Infine, l'allarme esploso nelle ultime ore rispetto a un possibile cambio di gestione dell'impianto di Alli di Catanzaro. L'ipotesi è quella di sostituire la Daneco con un'altra società, e questo preoccupa i dipendenti rispetto al mantenimento dei livelli occupazionali. Su quest'ultimo punto il prefetto Reppucci ha fornito ampie rassicurazioni, dal momento che un eventuale cambio non inciderebbe sul futuro dei lavoratori. Il rappresentante del Governo ha, inoltre, avviato una verifica sulla situazione degli stipendi e sulle condizioni di lavoro. 

Sull'argomento secca e senza appello è giunta la condanna dell'assessore regionale all'Ambiente Francesco Pugliano che ritiene «del tutto ingiustificato, incomprensibile e, per questo, insopportabile» lo sciopero di una giornata proclamato e realizzato negli impianti tecnologici di Lamezia Terme e di Alli, nonchè presso la discarica di Pianopoli «perchè – ha evidenziato – ha paralizzato il sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti, in un momento di grave emergenza per la Calabria. Appare evidente che farsi guidare da qualche soggetto irresponsabile, seppur vestito degli abiti sindacali, a scioperare in un momento di grave difficoltà, non fa altro che rendere difficilissimo il superamento della emergenza. Sarebbe, invece, necessario risvegliare l’orgoglio di appartenenza ad una regione straordinaria, che richiede maggiore responsabilità e collaborazione da parte di tutti. Le vertenze dei lavoratori impegnati nel sistema dei rifiuti – ha precisato Pugliano – ricevono, e continueranno a ricevere, ascolto e sostegno da parte del governo regionale, che è impegnato a tutelarne la sicurezza occupazionale, anche perchè garanzia di professionalità acquisita, ed ogni altro diritto, nel rapporto con i soggetti gestori dei servizi». 

Inoltre, annuncia Pugliano, si potrebbe «mettere a rischio il sostegno della Regione se le vertenze dovessero produrre ulteriori azioni di contrasto agli interessi della Calabria e dei calabresi. La Regione – ha detto ancora l’assessore all’ambiente – sta pianificando programmi e politiche di riduzione della produzione dei rifiuti attraverso azioni di sostegno alla raccolta differenziata, al recupero e riciclo, con strumenti normativi e finanziari, già definiti ed impegnati, che rimetteranno in ordine il sistema dei rifiuti, completando ed ammodernando il sistema tecnologico calabrese. Resta da affrontare - ha infine ribadito Pugliano - insieme ed in maniera sinergica, l’emergenza drammatica che la Calabria vive attualmente, abbandonando posizioni pregiudiziali, stanando e denunciando ogni strategia che miri a creare ulteriori criticità ed emergenze»

Allo studio, inoltre, così come richiesto dai sindacati, anche un tavolo istituzionale che possa coinvolgere anche l'Anci, i presidenti delle Province e la Regione, con l'obiettivo di sollecitare i Comuni a procedere con maggiore puntualità ai pagamenti del servizio di conferimento. La società Daneco, infatti, lamenta i ritardi nei pagamenti della Regione che poi si "scaricano" automaticamente sui dipendenti. Un circolo vizioso: i Comuni non pagano la Regione che, a sua volta, non paga la ditta che, quindi, non stipendia i lavoratori. Sull'ipotesi di un tavolo istituzionale è in corso una valutazione da parte del prefetto. 

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