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L'ex deputato Amedeo Matacena andrà in carcere
Confermata condanna a 5 anni per concorso esterno

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La Cassazione rende definitiva la sentenza. Per Amedeo Matacena dovrebbero adesso aprirsi le porte del carcere. La Suprema Corte ha confermato la condanna a cinque anni di reclusione nei confronti dell’ex deputato di Forza Italia, che il 18 luglio 2012 era stato condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria nel processo bis per concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria fu chiamata a trattare nuovamente il caso dopo che la Cassazione aveva accolto il ricorso dell’avvocato generale dello Stato, Franco Scuderi, annullato la sentenza di secondo grado, e rimandato il caso a Piazza Castello. Al termine del processo bis, dunque, la Corte aveva riformato la sentenza assolutoria nei confronti dell’ex deputato forzista, condannandolo per i propri rapporti poco limpidi con la ‘ndrangheta. Lo stesso Scuderi aveva invocato la condanna a sei anni di carcere per l’ex astro nascente del partito di Silvio Berlusconi, la cui carriera politica fu stroncata proprio per il coinvolgimento nel terzo filone del procedimento “Olimpia” che, negli anni ’90, ricostruì fatti e circostanze della seconda guerra di mafia reggina. Forza Italia, infatti, decise di non candidarlo più in Parlamento. 

La vicenda giudiziaria di Matacena, comunque, è tra le più complesse tra quelle transitate, negli ultimi anni, presso le aule di giustizia: condannato nel marzo 2001 dal Tribunale di Reggio Calabria a 5 anni e 4 mesi di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, nel marzo 2006 verrà assolto dalla Corte di Assise di Reggio Calabria, in seguito all'annullamento della sentenza. Oltre quattro anni dopo, l'11 maggio del 2010, la Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria confermò la sentenza di assoluzione già emessa in primo grado. Da qui il ricorso in Cassazione di Scuderi: un ricorso che ha riportato il caso davanti a un'altra sezione della Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria (Iside Russo presidente, Marialuisa Crucitti a latere).
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