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Rapina al grossista di gioielli, in tre vanno in carcere
L'azione delle cosche dietro il colpo di Crotone

Calabria

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CROTONE - Tre misure di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip distrettuale di Catanzaro, Gabriella Reillo, nei confronti di altrettanti presunti componenti della banda che portò a termine la rapina ai danni del rappresentante Luciano Colosimo, avvenuta il 16 giugno dello scorso anno. L'ordinanza riguarda Antonio Musacchio, 35 anni, di Cotronei, già fermato subito dopo il fatto; Annibale Barilari, 41 anni, detenuto per altra causa; Antonie Alexandro Dragos, cttadino rumeno di 25 anni del quale però non si hanno più notizie. Complessivamente sono otto le persone indagate. Tra loro anche Domenico Foschini, il collaboratore di giustizia che sta svelando i retroscena del colpo. E poi Gaetano Barilari, padre di Annibale, ritenuto l'ideatore del colpo e definito come esponente di spicco della criminalità organizzata.

Alla persone arrestate sono contestati, a vario titolo e in concorso tra loro, i reati di rapina, tentato omicidio, reati in materia di armi, aggravati dal metodo mafioso, considerato che dietro l'organizzazione della rapina ci sarebbero state proprio le cosche e, in particolare, quella dei papaniciari. Le indagini sono state condotte dalla squadra Mobile di Crotone, coordinata dal pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Alberto Cianfarini. 

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