Salta al contenuto principale

Autonoleggi con autisti abusivi negli aeroporti
Licenze venivano da un piccolo comune catanzarese

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 54 secondi

LA Polizia di Stato di Fiumicino ha smascherato un traffico di licenze e di nulla osta per il servizio di noleggio con conducente rilasciate da vari comuni italiani. In particolare, gli investigatori hanno accertato la presenza sulla piazza romana di numerose licenze riconducibili al piccolo comune di Cicala, in provincia di Catanzaro: un centro di 987 abitanti nel quale sono oltre 200 le autorizzazioni rilasciate, tutte prive dei requisiti previsti dalla normativa in vigore. Centotrentasette i denunciati per reati vari, 240 le licenze sequestrate. «L'immediato provvedimento – spiega la polizia – consentirà di ridurre costantemente l’impatto dell’abusivismo nella capitale e negli aeroporti di Fiumicino, Palermo, Catania e Lamezia Terme».

Sotto indagine, per corruzione e falso, ci sono anche due giunte comunali, che si sono succedute nel tempo, a Cicala con l’accusa di avere intascato centinaia di migliaia di euro per il rilascio di certificazioni a persone che non ne avevano titolo. Nella maxioperazione di Polizia giudiziaria contro gli abusi Ncc sono stati impegnati 400 uomini della Polizia di frontiera: gli accertamenti hanno appurato che le 137 persone deferite operavano illegalmente, oltre che negli scali di Fiumicino e Ciampino e nel porto di Civitavecchia, anche negli scali di Palermo, Catania e Lamezia Terme. Le licenze rilasciate abusivamente riguardavano sia autobus che autovetture: qualcuno, anche a sua insaputa, risulta ne avesse intestate sei. Una è stata trovata intestata ad un cittadino cinese, all’ignaro di come muoversi sulle strade di Roma.

Dalle indagini è emerso che la sede legale delle ditte individuali, cooperative o imprese collettive, che avevano ottenuto le licenze di noleggio con conducente, era situata a Cicala, «in un angusto locale sede della ex farmacia, ora in condizioni fatiscenti». E' questo lo scenario che si sono trovati davanti gli agenti della Polaria di Fiumicino che si sono recati nel piccolo centro della provincia di Catanzaro per verificare la correttezza delle licenze rilasciate e che avevano moltiplicato le autovetture per questo genere di servizi a Roma. 

Accompagnati dalla Polizia locale, gli uomini della Polaria hanno scoperto che la sede legale delle aziende, obbligatoria nel comune che rilascia le concessioni, era uguale per tutti, in un locale, è scritto nel decreto di sequestro preventivo notificato agli indagati, "privo di qualsiasi suppellettile, di corrente elettrica, linea telefonica, acqua e riscaldamento". Anche la rimessa comunale, che andrebbe dichiarata al momento di rilascio della licenza, era anomala, trattandosi di "un tratto di strada abbandonato, oggetto di movimenti franosi, con buche e tombini aperti". Nell'inchiesta è finito l'allora sindaco del paesino del catanzarese, Giacomo Muraca, eletto a capo di una lista civica di centrodestra, che in passato ha ricoperto anche il ruolo di consigliere provinciale. Nella documentazione sequestrata durante le indagini, coordinate dalla Procura di Catanzaro, sono stati rinvenuti anche atti notori firmati in bianco. Le licenze su cui si è concentrata l'attenzione degli investigatori sono: 75 operanti su Roma, 4 su Civitavecchia, 35 in Calabria e 95 in Sicilia, con il relativo sequestro di 213 carte di circolazione e targhette "NCC". 

Il provvedimento è stato firmato dai sostituti procuratori Gerardo Dominijanni, Domenico Guarasci e Paolo Petrolo. Su tutta la vicenda, come ha evidenziato l'avvocato Pietro Troianello del Foro di Roma, difensore di alcuni indagati, pesa anche un procedimento avviato presso la Corte di giustizia, in Lussemburgo, con il quale si evidenzia il contrasto esistente tra il diritto comunitario e quello italiano, con quest'ultimo che sarebbe più restrittivo e avrebbe portato ai provvedimenti di sequestro e agli avvisi di garanzia.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?