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La famiglia Sarti vince la battaglia: saranno processati
i medici coinvolti nella morte della piccola Sara a Locri

Calabria

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A processo tre medici per la morte della piccola Sara Sarti. Il giudice del
Tribunale di Locri ha rinviato a giudizio Antonio Muscari e Vincenzo Speranza, ha scelto il rito abbreviato Maria Teresa Sabatino. I tre professionisti dovranno rispondere della accuse mosse dalla Procura per il decesso di Sara Sarti, la bimba di 5 anni di Vecchiano (Pisa) deceduta nell’estate 2009 dopo essere stata ricoverata all’ospedale calabrese per uno choc settico. Lo stralcio in rito abbreviato in cui è imputata la Sabatino è stato fissato per il 23 luglio prossimo, mentre gli altri due medici, Muscari e Speranza, si presenteranno davanti al giudice monocratico il 7 novembre.

LOCRI (RC) - A processo tre medici per la morte della piccola Sara Sarti. Il giudice del Tribunale di Locri ha rinviato a giudizio Antonio Muscari e Vincenzo Speranza, ha scelto il rito abbreviato Maria Teresa Sabatino. I tre professionisti dovranno rispondere della accuse mosse dalla Procura per il decesso di Sara Sarti, la bimba di 5 anni di Vecchiano (Pisa) deceduta nell’estate 2009 dopo essere stata ricoverata all’ospedale calabrese per uno choc settico mentre era in vacanza a casa dei nonni a Casignana. 

Lo stralcio in rito abbreviato in cui è imputata la Sabatino è stato fissato per il 23 luglio prossimo, mentre gli altri due medici, Muscari e Speranza, si presenteranno davanti al giudice monocratico il 7 novembre.

La vicenda arriva quindi in aula di tribunale nonostante la stessa Procura avesse chiesto pochi mesi fa l'archiviazione per i sanitari coinvolti nel caso, richiesta che si era sostanzialmente sposata con quella degli avvocati di difesa che avevano evidenziato come le perizie mediche, anche quelle disposte dal Tribunale, avevano praticamente escluso ogni possibile responsabilità di chi ha operato in emergenza sulla piccola bimba di 4 anni, parlando di vicenda "imprevedibile". 

Era stato anche sottolineato anche come il consulente della difesa, il dottore Massimo Cardamone, è finito nei guai per questioni legate a perizie "sospette", ma la circostanza pur documentata non è stata acquisita agli atti del processo. Ferma opposizione all'archiviazione era invece arrivata da parte dei legali della famiglia Sarti che attraverso gli avvocati Giovanni Frullano e Elena Mannucci hanno invece chiesto che i quattro medici vengano rinviati a giudizio. E in effetti era scattata l'imputazione coatta, che oggi ha portato al rinvio a giudizio.

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