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Furti a ripetizione nelle chiese del Vibonese
Il vescovo: «Non si rispetta neppure il sacro»

Calabria

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MILETO - Un vero e proprio allarme quello che il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, ha voluto lanciare. Un allarme preoccupato perché con sempre maggior frequenza «si stanno ripetendo i furti nelle chiese della diocesi». In effetti, nel territorio della diocesi della città normanna, si sono verificati furti nelle chiese di Limbadi, Motta Filocastro, Nicotera Marina, Spilinga, Panaja, San Leo, Calimera ed ultimo in ordine di tempo nella Concattedrale di Nicotera. Una vera e propria escalation culminata a Nicotera dove «anche la SS. Eucaristia è stata profanata senza scrupolo e oltre ogni rispetto delle cose più sacre». I furti hanno coinvolto principalmente monili preziosi e raccolte di offerte, e tutto fa pensare che la situazione possa trovare ulteriori sbocchi in altri episodi anche se diverse chiese sono state dotate di sistemi di sicurezza. 

Tra l'altro tutti questi episodi «stanno dimostrando che non è vero che il sacro viene rispettato, su tutto - evidenzia il vescovo - prevale il bisogno di doversi procurare qualche spicciolo creando danni e mettendo sotto i piedi ogni sentimento religioso» Anzi il dubbio atroce è che in «questi gesti criminali e sacrileghi - si spinge a ipotizzare il presule - possano essere coinvolte anche forze malefiche ed appartenenze a sette esoteriche e sataniche». 
Quanto accaduto per Renzo deve spingere «ad intensificare il nostro impegno educativo e formativo, soprattutto tra i ragazzi e i giovani, che crescono spesso senza guide e, pertanto, facili prede di chi vuole pescare nel torbido. E’ vero che molto si fa nelle parrocchie, ma evidentemente non basta ed anzi viene da chiedersi come mai dopo ricevuta la Cresima, se pure la ricevono, questi stessi ragazzi si allontanano ed abbandonano del tutto la pratica religiosa: o non trovano spazi e attenzione adeguata in parrocchia, o trovano più suadenti le proposte alternative del mondo circostante». 
In questo difficile momento storico «dobbiamo inventare qualcosa, insieme alle famiglie, per aiutare a scoprire la bellezza della proposta cristiana, al di là del facile successo. I giovani sanno rispondere adeguatamente se gli adulti diamo il buon esempio». 
Per il presule «i furti nelle chiese, come altri fenomeni negativi, sono segni di un vuoto di senso esistenziale e di una società malata. Sono la punta dell’iceberg di una realtà più ampia e complessa, su cui dobbiamo riflettere tutti, senza scaricarci delle responsabilità». Comunque, il presule raccomanda ai parroci di vigilare sugli edifici sacri e soprattutto sui tabernacol, di evitare di lasciare la chiave attaccata alla porticina del tabernacolo, evitando, altresì, l'ostentazione degli oggetti preziosi custodini nelle chiese. Il tuttone nella convinzione «che con una maggiore attenzione, cura e vigilanza certi rischi di furti potranno essere evitati o per lo meno attutiti».

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