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Reggio, si costituisce il boss Pino Ficara
Reggente della cosca era latitante da 2 anni

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Si è costituito ai carabinieri, dopo 2 anni di latitanza, Giuseppe “Pino” Ficara, 47 anni, indicato come il reggente della cosca Ficara-Latella operante nella zona sud di Reggio Calabria. Stamani il suo avvocato si è recato dai carabinieri del rione Pellaro dicendo che il suo assistito voleva costituirsi e dando indicazioni su dove trovarlo. I militari si sono quindi recati in una strada della zona Croce Valanidi dove hanno trovato Ficara che li aspettava. Pino Ficara, accusato di associazione mafiosa, era latitante dall’11 marzo 2011, quando riuscì a sottrarsi alla cattura nell’ambito dell’operazione della Dda reggina “Reggio sud’' condotta dai carabinieri contro la cosca Ficara-Latella, uno dei gruppi storici della 'ndrangheta della città. La cosca, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, che portarono all’arresto di 33 persone, dopo avere acquisito il controllo delle attività criminali della zona sud della città, aveva puntato agli appalti di Expo 2015 a Milano. Per puntare all’obiettivo che si era prefissato, Giovanni Ficara, capo della cosca e cugino di Pino, aveva trasferito i suoi interessi nel capoluogo lombardo acquisendo quote di aziende in difficoltà. Gli appalti, secondo le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, era uno dei settori principali dell’attività della cosca che aveva sviluppato anche in città. Tanto che i Ficara erano riusciti ad ottenere i lavori per la realizzazione del Centro globale di revisione della Motorizzazione civile concorrendo con quattro ditte riconducibili alla stessa famiglia. Le attività del gruppo criminale, nel corso degli anni erano andate sviluppandosi nonostante contrasti interni emersi nel corso delle indagini. In particolare, tra i cugini sono nati in passato dei contrasti che hanno portato Giovanni Ficara a ordire la messinscena delle armi fatte trovare in un’auto il giorno della visita a Reggio Calabria del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel gennaio 2010. La colpa sarebbe dovuta ricadere sul cugino Pino Ficara, grazie alla complicità di Giovanni Zumbo, la "talpa" delle cosche con contatti coi servizi segreti oggi condannato in primo grado a sedici anni e otto mesi di carcere. Nel corso dell’operazione “Reggio Sud’' furono anche sequestrati beni per 60 milioni di euro riconducibili ad affilliati alla cosca. 

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